Sondaggi e varianti
Caffè Scorretto
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“R itengo che alcuni sondaggi sono sbagliati di proposito”. Sta a vedere che Donald Trump, a giudicare dalla baraonda di percentuali che ci stanno riempendo la testa su come andrà il referendum sulla Giustizia, questa volta c’è andato vicino. Non passa giorno che non si legga la vittoria per i “No” e mezz’ora più tardi un altro istituto demoscopico metta il “Sì” nettamente avanti. Dipende da chi risponde e se dice quel che davvero pensa. Ma nonostante gli analisti spacchino le risposte in mille pezzi per cavarne quella più genuina, una parte oscura resta e, come diceva un vecchietto, “ho novant’anni ma nessuno mi ha mai chiesto neppure una volta come la pensavo”. Sempre meglio che pretendere un’opinione da chi dimostra di non averne o non è interessato. Si dice anche che a far la differenza sarà una variante: una delle due parti vince se la partecipazione sarà alta e perde se bassa. Mah! L’idea è che la forza dei sondaggi più che anticipare le previsioni ormai stia nella capacità di convincere larga parte degli “indecisi” (strutturalmente la maggioranza) a confermare il risultato desiderato. Resta un fatto: se i sondaggi fossero sempre esatti non avremmo ricordato le famose bandierine di Emilio Fede nelle elezioni regionali del 1995, i 5 Stelle non avrebbero invaso il Parlamento nel 2013 e Renzi non potrebbe ricordare il 40,8 per cento alle europee.
