I l ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha invitato i presidi a curare il decoro nelle scuole e stabilire un patto educativo di corresponsabilità, segno che l’ordine non era dei migliori. L’Associazione presidi plaude e pur considerando pleonastico il richiamo, precisa che dalle parole si poteva passare ai fatti se ci fossero stati più collaboratori, i bidelli di una volta che ripulivano i bagni e minacciavano i ragazzi che “non avevano fatto centro” con l’immancabile “se ti pisco”, se ti becco. I sacrosanti diritti e i sacri doveri non appartengono solo alla scuola ma all’intera amministrazione pubblica incardinata sul “posto fisso” troppo forte anche per Renato Brunetta che dettò il quaresimale del povero impiegato. È rimasto famoso il dipendente che quando gli si chiedevano notizie su una certa pratica col classico finale “restiamo in attesa” appallottolava il foglio che buttava nel cestino con un sospiro: “restate pure”, alla faccia di quel cittadino che contribuiva al suo ventisette. Oggi siamo al “non mi compete” dell’incompetente sfaccendato, gemello del “chi me lo fa fare”, tanto qualcuno forse lo farà. Ma poi chi se ne frega, il mondo può girare anche all’incontrario secondo l’ossimoro che ha fatto le fortune dell’onorevole Roberto Vannacci, ma non ancora di chi aspetta finalmente che il mondo giri nel verso giusto.

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