Rozzo un fiore
Caffè Scorretto
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Q
uando uno parte annunciando “Abbiamo sconfitto il fascismo e il comunismo”, come ti aspetti che continui? Qualcosa tipo: “Ora tocca ai liberali e agli ecologisti, e se becco un cattolico democratico lo tiro sotto con l’auto”. Ma Trump sa stupire sempre, non solo quando sceglie il fard o i ministri, e quindi nel suo comiziaccio per i 250 anni dalla nascita degli Usa ha annunciato: “Abbiamo sconfitto il fascismo e il comunismo e lo faremo ancora”.
In effetti il comunismo lo abbiamo dato per morto tutti e tante volte: nell’89 i giornalisti gli fecero il necrologio, gli storici e gli economisti non hanno mai smesso di fargli l’autopsia. Però le parole di Trump aprono scenari interessanti. A dirle è il presidente che ha incoraggiato il golpe suprematista del 6 gennaio e poi ne ha graziato i responsabili, flirta con il nazionalismo imperialista di Putin, sputa in faccia alle minoranze, vuole prendersi con la forza i territori e le risorse che gli interessano, ostenta il trattamento disumano riservato agli immigrati, sabota il commercio internazionale e il processo elettorale, ha un’agenda patriarcale e omofoba, attenta alla separazione dei poteri, minaccia la libertà di stampa. Se è così che combatte il fascismo, quando si occuperà del comunismo sarà la volta che riaprono le case del popolo, rosso in petto un fiore rifiorisce e una fede ci rinasce in cuor.
