I l congedo mestruale per le studentesse è certamente una conquista. In Giappone è in vigore dal 1947. In Europa non c’è una legislazione specifica in merito. Quattro mesi fa l’università di Limoges ha rotto gli indugi e lo ha istituito. Quel senato accademico ha introdotto un’innovazione rivoluzionaria: possono beneficiare del congedo «le persone che soffrono di dolori legati al ciclo». La parola “studentesse” è stata intenzionalmente sostituita dalla sessualmente generica “persone”: ossia maschi, femmine e più. Il regolamento stabilisce che chi soffre di endometriosi può cumulare in un anno fino a dieci giorni di assenze giustificate. Nessuno ha l’obbligo di presentare un certificato medico. Sarebbe un incentivo alle stigmatizzazioni nei confronti delle persone in transizione di genere. Le quali hanno un’identità non binaria, ma mutevole; non un semplice orientamento sessuale, ma una percezione diversa di sé: che nessuno può comprovare né smentire. Chi si dichiara “fluido” va preso in parola. È così che oltre 50 studenti di Limoges hanno potuto beneficiare del congedo mestruale. Dopo le gravidanze isteriche delle donne ecco le mestruazioni isteriche degli uomini. È forse in corso una mutazione genetica di massa? No, è la beffa di un manipolo di goliardi francesi che ha approfittato della dabbenaggine di un senato accademico politicamente corretto.

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