B reve elenco di cose fastidiose che il Covid ha spazzato via insieme a certe altre inestimabili e irripetibili, dal massimo delle umane esistenze al minimo di certe birre in compagnia accidentale ma azzeccatissima e fortunata (e per la legge di Murphy o forse di Crisanti quelle fastidiose torneranno mentre le irripetibili no). Il posto di mezzo in aereo. Certi baci & abbracci sudaticci. La percezione diretta e non filtrata di alcuni determinati aliti. Certe cene. Certi sposalizi che avevi rimosso e non era proprio il caso, non foss’altro perché devi fare da testimone anche se adesso vorresti cambiare nome e residenza e sparire (pare che il programma di protezione dei testimoni in America sia nato proprio da certi sposalizi. O almeno: l’Fbi non lo ha mai smentito). L’ingordo spiritoso che vuole un pezzetto della tua pizza, un sorsetto del tuo prosecco che lui non ha preso perché non beve quasi mai, un ciuffo dei tuoi spaghetti. La ressa all’ingresso. Certe relazioni extraconiugali nate sotto il segno invisibile del proibito e poi slabbrate nell’abitudine, nel se l’aspetta, nella routine. Si chiama peccatura quando il peccato si accascia annoiato nella seccatura. (“Guarda, ci soffro più di te, ma col lockdown che vuoi fare? Lo ha detto anche il presidente, è il momento della responsabilità). Il posto di mezzo in aereo (già detto, ma c’è anche il volo di ritorno).

© Riproduzione riservata