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Astori, la struggente lettera di Saponara: "Capitano, mio capitano. Esci da quella maledetta stanza"

astori e saponara
Astori e Saponara

Una ferita inguaribile, un dolore lancinante. Non riesce a darsi pace Riccardo Saponara, compagno di squadra di Davide Astori, morto improvvisamente la notte tra il 3 e il 4 marzo per un arresto cardiaco nell'hotel di Udine in cui alloggiava in vista della partita di campionato della sua Fiorentina al Friuli.

I due erano molto legati, pare che Astori spesso desse consigli al centrocampista per crescere come calciatore e non solo.

Ed è struggente la lettera di Saponara al suo capitano, un post su Instagram che ha collezionato decine di migliaia di like.

"O capitano, mio capitano. Perché non sei sceso a fare colazione insieme a tutti noi? Perché non sei passato a riprendere le tue scarpe fuori dalla camera di Marco e non sei venuto a bere la tua solita spremuta d'arancia? Ora ci diranno che la vita scorre, che lo sguardo va puntato in avanti e dovremo rialzarci, ma che sapore avrà la tua assenza? Chi arriverà ogni mattina in mensa a riscaladare l'ambiente con il proprio sorriso? Chi ci chiederà incuriosito ciò che abbiamo fatto la sera precedente per riderci su? Chi sgriderà i più giovani e responsabilizzerà i più esperti? Chi formerà il cerchio per giocare a due tocchi o chi farà ammattire Marco alla play? Con chi dibatteremo sulle puntate di Masterchef, i ristoranti fiorentini, le serie tv o le partite disputate? Su chi appoggerò la mia spalla a pranzo dopo un allenamento estenuante?".

E ancora: "Torna dai, devi ancora finire di vedere LaLaLand per poterlo analizzare come ogni film appena uscito. Torna a Firenze, ti attendono in sede per rinnovare il contratto. Esci da quella maledetta stanza, ti aspettiamo domani alla ripresa degli allenamenti. Nella vita ci sono persone che conosci da sempre con le quali non legherai mai, poi ci sono i Davide che ti entrano dentro immediatamente con un semplice 'Benvenuto a Firenze Ricky'. Ovunque tu sia ora, continua a difendere la nostra porta e dalle retrovie illuminaci il giusto cammino. O capitano, mio capitano. Per sempre mio capitano".

(Unioneonline/L)

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