POLITICA

Tav e Tap, scontro nel governo: Lezzi e Di Battista contro Salvini

di battista salvini e lezzi (foto ansa)
Di Battista, Salvini e Lezzi (foto Ansa)

Scontro nella maggioranza di governo sulle grandi opere.

A opporre Lega e Movimento 5 Stelle i due progetti relativi alla Tav, la linea ferroviaria dell'alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione, e alla Tap (Trans Adriatic Pipeline), il viadotto che trasporterà il gas dall'Azerbaijan all'Italia, con sbocco in Puglia, in provincia di Lecce.

La polemica è scoppiata tra Alessandro Di Battista, ex parlamentare pentastellato, e il vicepremier Matteo Salvini.

In un videomessaggio Di Battista, giunto a Puerto Escondido nel suo viaggio tra centro e sud America, si è rivolto ai suoi follower: "Sono libero, anche di pungolare il M5S, ho molta stima di Di Maio, sta combattendo tantissimo. Abbiamo fatto battaglie importanti, contro il Tap, contro il Tav, opere del tutto inutili", ha affermato.

Invitando i grillini a non cambiare idea sui progetti: "Il Movimento deve fare il Movimento, ribadendo i No sani che abbiamo detto, perché ci abbiamo preso i voti su quella roba là".

A Di Battista ha risposto il ministro dell'Interno Salvini, che ha parlato delle grandi opere come di progetti necessari per lo sviluppo del Paese.

"Non faccio l'ingegnere, posso dire che la Pedemontana in Lombardia e in Veneto è assolutamente necessaria, che il Terzo Valico è assolutamente necessario, che la Tap in Puglia porterebbe a un risparmio del 10% sulle bollette energetiche delle famiglie e delle imprese in Italia. Però valutiamo costi-benefici, Tav compresa. Io di mio preferisco sempre costruire e andare avanti", ha detto il segretario del Carroccio.

Nella vicenda è intervenuta anche Barbara Lezzi, ministro per il Sud.

"Caro Matteo Salvini, in Italia servono le infrastrutture ed in particolar modo ne hanno estremo bisogno il sud e e aree interne del centro-nord", ha scritto Lezzi, esponente di spicco del M5S pugliese.

"È la carenza di questo genere di investimenti che ha provocato una perdita ulteriore di posti di lavoro

al sud di 300.000 unità durante gli anni della crisi", ha aggiunto.

E ancora, dice Lezzi, "non si è mai osservato il riparto della quota ordinaria degli investimenti per popolazione. Al sud spetterebbe almeno il 34% e siamo a poco meno del 29% Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che l'Italia aspetta".

(Unioneonline/F-l.f.)

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