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Insularità, ora la Sardegna chiede la proprietà del demanio marittimo

La proposta dei Riformatori, primo firmatario Michele Cossa, è stata sottoscritta da tutti i partiti della maggioranza. Andrebbe modificato lo Statuto speciale del 1948
la regione (archivio l unione sarda)
La Regione (archivio L'Unione Sarda)

La Sardegna chiede la proprietà del demanio marittimo. Tutta la maggioranza di centrodestra chiede di succedere allo Stato nella piena titolarità, come ha già fatto il Friuli Venezia Giulia.

Lo fa con una proposta di legge per modificare lo Statuto speciale del 1948, che assegna il demanio marittimo allo Stato.

Primo firmatario il Riformatore Michele Cossa, la proposta è stata sottoscritta da tutti i capigruppo della coalizione di centrodestra alla guida della Regione.

"il fatto che dai beni trasferiti sia escluso il demanio marittimo costituisce una grande limitazione, perché l'Isola si vede privata di un bene identitario fondamentale per il perseguimento delle proprie politiche di sviluppo e di promozione del turismo, giacché costituirebbe un'importante fonte di introiti", spiega Cossa.

Non avere la proprietà significa versare ogni anno allo Stato nove milioni di euro, danno a cui si aggiunge la beffa, perché gli oneri di gestione, controllo, mantenimento di efficienza e tutela di quelle porzioni di territorio sono a carico della Regione e degli enti locali.

Michele Cossa (al centro) con Gennaro Fuoco e Dario Giagoni (foto concessa a L'Unione Sarda)
Michele Cossa (al centro) con Gennaro Fuoco e Dario Giagoni (foto concessa a L'Unione Sarda)

Cossa fa rientrare la proposta nell'ambito della battaglia sull'insularità: "Proprio la disciplina del demanio marittimo dimostra quanto lo Stato sia poco attento rispetto all'impatto che la condizione di insularità ha sulla vita dei sardi", spiega.

(Unioneonline/L)

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