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Redistribuzione dei migranti e rotazione dei porti, Lamorgese: "Italia non è più sola"

Nel vertice a Malta sottoscritta un'importante bozza d'accordo. Ma solo tra 4 Stati, quanti saranno d'accordo?
luciana lamorgese a malta (ansa)
Luciana Lamorgese a Malta (Ansa)

Rotazione volontaria dei porti e distribuzione obbligatoria degli stranieri, tutti i richiedenti asilo e non solo coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiati.

Sono le due grandi novità previste dalla bozza d'accordo firmata a Malta alla presenza dei ministri dell'Interno di Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia (in qualità di presidente di turno), assieme al commissario Ue Dimitri Avramopoulos.

Una riunione dei volenterosi per dare un approccio di sistema all'Europa sul tema, proposta tuttavia che difficilmente sarà accettata da tutti gli altri Paesi dell'Unione.

Secondo la bozza entro quattro settimane i richiedenti asilo dovranno essere trasferiti negli Stati che firmeranno l'accordo, e c'è appunto questa rotazione "volontaria" dei porti tra i Paesi di primo arrivo.

Esulta il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese: "Da oggi Italia e Malta non sono più sole, c'è la consapevolezza che i due Paesi rappresentano la porta d'Europa. Quanto accaduto è molto importante, è un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. La politica migratoria va fatta insieme agli altri Stati. Il testo predisposto va nella giusta direzione, ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati.

Ora l'auspicio è che l'intesa - valida solo per i salvataggi delle Ong e non per gli sbarchi autonomi - sia condivisa dal maggior numero possibile di Paesi Ue.

Da New York Giuseppe Conte ringrazia Germania e Francia per le aperture e la "sensibilità" dimostrata, conferma che è allo studio anche un meccanismo di rotazione dei porti d'arrivo, e precisa: "Non accetteremo meccanismi che possano incentivare nuovi arrivi, non arretreremo di un millimetro sulla nostra politica rigorosa e continueremo a contrastare l'immigrazione clandestina".

I partner europei, ha aggiunto Conte riferendosi a Germania e Francia, "hanno sempre partecipato alla redistribuzione, ora quello che c'è di nuovo è la disponibilità a valutare un meccanismo europeo automatico".

(Unioneonline/L)

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