POLITICA

Verso le regionali

Villamassargia, Lecis e Desogus "interrogati" dai cittadini

Primo appuntamento con l'iniziativa "Mi scusi presidente"
i candidati durante il dibattito (l unione sarda farris)
I candidati durante il dibattito (L'Unione Sarda - Farris)

Giovani studenti ed adulti interrogano gli aspiranti presidenti alla guida della Regione.

Francesco Desogus (Movimento Cinquestelle) e Vindice Lecis (sostenuto da Sinistra Sarda, Rifondazione, Comunisti Italiani) sono stati i primi aspiranti governatori a prendere parte alla scuola civica di politica "Mi scusi presidente" con la quale il Comune di Villamassargia, insieme ad Anci Giovani ed Anci Sardegna, propone 3 appuntamenti tramite i quali poter porre domande a tutti i candidati alla Presidenza della Regione.

Le domande sono arrivate soprattutto dagli studenti della scuola primaria di Domusnovas (con qualche inevitabile imbeccata) servizi per bambini, che hanno stuzzicato i due sulle priorità sulle quali intervenire, sull'inquinamento, gli aiuti alle famiglie, i servizi per i bambini e tanto altro. Concetti ovviamente semplificati ma ugualmente significativi.

La ricetta di Vindice Lecis parte naturalmente dal lavoro ("Occorre inventare nuove occasioni lavorative e combattere la disoccupazione") che influenza un po' tutto: "bisogna sfruttare le nuove tecnologie per abbattere l'inquinamento, realizzare asili nido e scuole dell'infanzia, formare nuovi insegnanti e migliorare le scuole rendendole sicure e confortevoli oltre a fare in modo che le donne non debbano più scegliere tra famiglia ed occupazione".

Sulla continuità territoriale Lecis propone "un netto cambio di prospettiva che interessi anche la continuità marittima delle merci marittima in modo da non essere più ostaggi di Low Cost ed armatori".

Francesco Desogus punta invece sul reddito di cittadinanza ("per aiutare le famiglie in difficoltà e non solo"), il levare i troppi privilegi della politica e semplificare la macchina amministrativa. Tempo pieno nelle scuole, energie alternative per abbattere le emissioni di Co2, sardo obbligatorio a scuola e formare meglio gli operatori turistici ("nell'Isola 3500 posti di lavoro sono occupati da non sardi solo per la loro conoscenza dell'inglese"), ripensare la continuità territoriale e marittima ("imponendo la tariffa unica"), riarmonizzare la sanità ("lo sblocco occupazionale è però in mani allo Stato") sono altri capisaldi dell'esponente dei cinquestelle oltre ad "un marchio sardo per la filiera alimentare che combatta la contraffazione" e "conoscere innanzitutto quanto latte ovicaprino produciamo prima di parlare di prezzo equo per gli allevatori".

Un'ora e mezza abbondante in cui i due candidati non si sono risparmiati.

Prossimo appuntamento il 19 febbraio, nuovamente a partire dalle 18 nella dimora storica "Casa Fenu" con le presenze già certe di Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) ed Andrea Murgia (Autodeterminazione).

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