CRONACA - MONDO

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La rivalità con i russi e le ambizioni di Trump

Ecco cosa c'è dietro il progetto Space X
l equipaggio del crew dragon (nasa)
L'equipaggio del Crew Dragon (Nasa)

Gli americani sono stati i primi a mettere piede sulla Luna, eppure da nove anni gli astronauti statunitensi per raggiungere l'Iss, la stazione spaziale internazionale, elemosinano un passaggio ai "rivali" del progetto Sojuz. Ecco perché il lancio della navicella Crew Dragon di Space X, rinviato qualche giorno fa a causa del maltempo, è così importante: restituirebbe lustro e autonomia alla Nasa, che nel frattempo ha dovuto pure pagare ai russi il biglietto per lo spazio.

L'ultimo volo dello shuttle, dopo trent'anni di onorato servizio, è stato nel 2011, al termine di 133 missioni compiute, una "fallita" (la STS-51-L del 1986, in cui il Challenger si disintegró in fase di decollo) e una "parzialmente fallita" (la STS-107 del 2003: durante il rientro nell'atmosfera lo Shuttle si distrusse per un danneggiamento allo scudo termico e morì tutto l'equipaggio). Prima ancora gli americani avevano finanziato ben 17 missioni Apollo (tra quelle con equipaggio a bordo), dal 1967 al 1972.

Lo stop alle missioni e la "dipendenza" dai russi negli ultimi anni hanno creato diverse insofferenze, aumentate dalle ambizioni di Donald Trump, che vorrebbe riportare gli americani sulla Luna entro il 2024. Per tornare nello spazio la Nasa si è rivolta a società private: tra queste c'è la Boeing, e poi appunto Space X, fondata nel 2002 dal miliardario Elon Musk.

Il decollo di uno Shuttle (Nasa)
Il decollo di uno Shuttle (Nasa)

L'obiettivo dell'imprenditore, fondatore della Tesla, è sempre stato quello di sviluppare tecnologie innovative per rendere lo spazio più accessibile e contribuire alla colonizzazione di altri pianeti. Senza dimenticare, ovviamente, il marketing e le dichiarazioni capaci di far sognare milioni di persone: come quella del biglietto da 100.000 dollari per volare su Marte. Con la capsula Dragon, la Space X è stata la prima compagnia privata a lanciare un veicolo in orbita (nel 2010) e poi verso la Stazione spaziale (2012). Con la missione della Crew Dragon invece avrebbe restituito agli Stati Uniti la capacità di portare uomini nello spazio. Il progetto prevede l'utilizzo del Falcon 9, un razzo riutilizzabile che in passato ha avuto un doppio battesimo sfortunato, con due esplosioni avvenute subito dopo un lancio nel 2015 e durante un test nel 2016. Le false partenze però non sono state sufficienti a demoralizzare Musk, che invece ha continuato a coltivare il suo sogno spaziale, senza rinunciare alle trovate pubblicitarie. Come nel caso della Tesla Roadster, lanciata nel 2018 proprio verso Marte con il gigantesco razzo Falcon Heavy. Una prima prova del vero viaggio su Marte che Musk intende compiere con Starship, il veicolo destinato a trasportare merci e passeggeri.

Neil Armstrong sulla Luna (Nasa)
Neil Armstrong sulla Luna (Nasa)

Dietro tutte queste prove e progetti c'è la Nasa, che confida nell'esito positivo delle missioni. "Questo è un momento unico in cui tutti gli americani possono fermarsi un attimo e guardare il Paese che realizza nuovamente qualcosa di sbalorditivo", ha detto l'amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine, nell'ultima conferenza stampa a poche ore dal lancio poi abortito.

Il progetto è zeppo di scelte simboliche: partirà dalla base di Cape Canaveral intitolata a John F. Kennedy, il presidente che nel 1962 rinvigorì il sogno spaziale americano con lo storico discorso alla Rice University. La Crew Dragon partirà poi dal Launch Pad 39, la rampa da cui veniva lanciato lo Space Shuttle. Così fu anche l'8 luglio del 2011 per la missione STS-135, l'ultima del veicolo americano che ha segnato gli ultimi decenni del secolo scorso.

Secondo l'agenzia spaziale, i dati del test saranno utili per dare vita al programma Artemis, quello destinato al ritorno sulla Luna entro quattro anni, per poi costruire una presenza stabile tra la piattaforma orbitante Lunar gateway e una base sul polo sud lunare. Il programma punta sul veicolo Space Launch System e sulla navicella Orion, il cui debutto per un primo giro intorno alla Luna con equipaggio è programmato per il 2021.

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