CRONACA - MONDO

Usa

Epstein, il giallo della morte: l'ombra dei rapporti con Clinton, l'abbandono in carcere

Ben tre le indagini avviate per capire cosa sia veramente successo: dall'autopsia, già eseguita, nessuna conferma sul suicidio

Una morte, quella del miliardario americano Jeffrey Epstein, ancora avvolta dal mistero.

Secondo le prime ricostruzioni, il finanziere dopo il tentato suicidio del mese scorso sarebbe infatti stato lasciato solo in cella, e questo contrariamente alle disposizioni che volevano una vigilanza continua.

E ad infittire il giallo ben tre indagini avviate per capire cosa sia veramente successo: quella dell'Fbi, l'inchiesta ordinata dal ministro della giustizia William Barr e gli accertamenti disposti sul corpo di Epstein dall'ufficio del medico legale della città di New York.

Sono tanti i tasselli da sistemare in un puzzle confuso e che lascia intravedere lacune e omissioni da parte di chi doveva sorvegliare e non lo ha fatto, almeno nella maniera adeguata.

DETTAGLI INQUIETANTI - In attesa che arrivino i primi risultati ufficiali è una fonte dell'amministrazione carceraria citata dal New York Times a svelare altri dettagli inquietanti. Il primo è che il compagno di cella di Epstein sarebbe stato trasferito improvvisamente nei giorni scorsi, senza apparente motivo, lasciando così il finanziere newyorchese da solo. Quest'ultimo, poi, avrebbe dovuto essere controllato dagli agenti penitenziari almeno una volta ogni 30 minuti, ma la procedura non sarebbe stata mai seguita nelle ore che hanno preceduto il suicidio. Eppure erano proprio queste le due condizioni - un compagno di cella e una sorveglianza costante - alla base della decisione del 23 luglio di ritirare il "suicide watch", l'apposita sorveglianza per chi si teme possa commettere il gesto estremo.

E anche sull'episodio del luglio scorso, quando Epstein fu trovato a terra nella sua cella con chiari segni sul collo, restano dubbi se si sia trattato davvero di un tentativo di suicidio oppure di un'aggressione.

Lo stesso finanziere nei colloqui con le autorità e gli psicologi del carcere avrebbe raccontato di essere stato aggredito con l'accusa di essere un pedofilo.

I RAPPORTI CON CLINTON - Fra le teorie del complotto che emergono in particolare sui social media, dove si è scatenato il dibattito, quella più diffusa vorrebbe un collegamento fra il suicidio di Epstein e la famiglia Clinton: ad alimentare questa convinzione lo stesso presidente Donald Trump che, senza pensarci due volte, ha ritwittato alcuni dei post contrassegnati dall'hashtag #ClintonBodyCount e #ClintonCrimeFamily.

In pratica per i complottisti il finanziere americano, che tra i vari potenti frequentò anche Bill Clinton, sarebbe l'ultima vittima di un clan che fin dai tempi della Casa Bianca avrebbe fatto fuori le persone scomode.

Una tesi già bollata come "ridicola e falsa" da un portavoce dell'ex presidente.

CAUSE CIVILI - A chiedere che le indagini vadano avanti sono poi le vittime del giro di prostituzione minorile che il miliardario newyorchese trasformò in "schiave del sesso", a suo vantaggio e a beneficio di molti dei potenti che frequentava. Prevista un'ondata di cause civili, con le vittime pronte a rivalersi sull'enorme fortuna lasciata da Epstein che possedeva tra l'altro sei lussuosissime dimore, aerei ed elicotteri privati, auto da sogno, un'isola privata.

L'AUTOPSIA - Nel frattempo, nonostante l'autopsia sul corpo di Epstein sia stata eseguita, non sono ancora state rese note le cause della morte del finanziere. "Bisognerà aspettare ancora", ha detto il capo dei medici legali di New York, Barbara Sampson, sottolineando che servono ora maggiori informazioni sul caso.

(Unioneonline/v.l.)

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