CRONACA - MONDO

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Due naufragi in poche ore: le vittime sono oltre 170. I superstiti: "Meglio morti che in Libia"

Un gommone si sgonfia al largo di Tripoli, una barca affonda tra Marocco e Spagna. Conte: "Sono scioccato"

Sono circa 120 le persone disperse dopo il naufragio del gommone carico di migranti sulla rotta Libia-Italia.

A darne notizia è l'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), che parla anche di tre superstiti, due sudanesi e un gambiano, condotti in salvo a Lampedusa dalla Marina Militare.

Sono stati proprio i tre testimoni a fornire notizie sul numero di passeggeri a bordo del natante.

"Ci hanno raccontato che su quel gommone, partito dalla Libia la notte di giovedì 17, c'erano circa 120 persone. Dopo 10-11 ore di navigazione il gommone ha cominciato a sgonfiarsi ed affondare. Le persone sono cadute in mare e sono affogate", ha raccontato Flavio Di Giacomo, il portavoce Oim in Italia.

MEGLIO MORTI CHE IN LIBIA - Lo stesso Di Giacomo aggiunge: "I superstiti sono rimasti a galla intorno alle 3 ore, così hanno indicato anche se la percezione del tempo in quelle situazioni è sempre molto vaga. A bordo c'erano soprattutto migranti dell'Africa occidentale subsahariana. Dieci donne tra cui una ragazza incinta e due bambini di cui uno di soli due mesi".

Gli stessi superstiti, interrogati sui motivi che li hanno spinti a mettersi in mare hanno spiegato: "Meglio la morte che restare in Libia", facendo riferimento alla situazione di caos e violenze che affligge il Paese, mai pacificatosi dopo la rivoluzione del 2011.

I COMMENTI - L'accaduto ha innescato una ridda di commenti politici. Matteo Salvini in diretta Facebook dà la colpa alle Ong: "Una riflessione - dice -, tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire. Ma il cattivo sono io. Mah...".

Più istituzionale Giuseppe Conte: "Sono rimasto scioccato da questa nuova strage. E ora siamo più convinti di prima nel contrastare gli scafisti che dopo aver derubato le persone, averle semmai seviziate e torturate, le avviano su barconi inaffidabili condannandoli a morte sicura. Non avrò pace fino a quando questi trafficanti non saranno assicurati alla Corte Penale Internazionale".

ALTRE VITTIME - Nel frattempo, si apprende di un altro naufragio, avvenuto nel mare di Alboran, tra Marocco e Spagna.

In questo caso, spiega l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, le vittime sarebbero 53.

(Unioneonline/l.f.-L)

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