CRONACA - MONDO

Una vita con gli Escobar

Claudia: "I miei 14 anni di inferno, tra abusi e maltrattamenti, con gli Escobar"

Ex moglie di Roberto, fratello del re della droga, racconta 14 anni di violenze, soprusi, maltrattamenti. Di quando assaggiava i cibi del marito per assicurarsi che non fossero avvelenati
claudia escarraga (foto telemundo)
Claudia Escarraga (foto Telemundo)

Diventare reginetta di bellezza è il sogno di molte donne, ma per qualcuno si può trasformare in un incubo.

È il caso di Claudia Escarraga K' David, che in libro ha raccontato i suoi "14 anni d'inferno" vissuti accanto a Roberto Escobar, fratello del re della droga.

La donna, oggi 49enne, ha raccontato in un'intervista al settimanale "Diva e Donna" la sua vita fatta di soprusi, maltrattamenti, violenze e manipolazioni che solo oggi è riuscita a superare.

Tutto inizia nel 1991 quando, da finalista di Miss Colombia, viene portata a far visita ai detenuti de La Catedral, quella specie di carcere che in realtà altro non era che una residenza extra lusso costruita appositamente per gli Escobar.

"I boss ci volevano conoscere - racconta Claudia - e Roberto si comportava come un uomo gentile e rispettoso, questo mi ha fatto innamorare di lui".

I maltrattamenti sono arrivati dopo. "Ho iniziato a capire chi avessi di fronte nel 1994, con la gravidanza della mia prima figlia. Lui non la voleva e mi spingeva ad abortire, ma io mi sono rifiutata. Poi arrivarono la morte di Pablo e l'attentato a Roberto (che rimase cieco, ndr)".

"Mi usava, mi manipolava", racconta, per poi svelare quali sono i peggiori soprusi che ha dovuto subire. "La violenza sessuale e i maltrattamenti di Neris, il suo braccio destro, che Roberto accettava, sono state esperienze molto traumatiche. Ma non potevo fare nulla, Roberto avrebbe dato la colpa a me".

E non solo, Claudia era la cavia di Escobar: "Assaggiavo i cibi destinati a lui: aspettava mezz'ora per vedere se morivo avvelenata, poi mangiava anche lui. Una tortura giornaliera, un'umiliazione continua, andare tutti i giorni in carcere a prendermi cura di lui".

Roberto Escobar con una turista nella sua casa di Medellin, trasformata in un museo del fratello Pablo (Ansa)
Roberto Escobar con una turista nella sua casa di Medellin, trasformata in un museo del fratello Pablo (Ansa)

Da Roberto la ex reginetta ha avuto tra figli: "Non perché li volessi, ma lui mi obbligava. Poi mi sono operata per non averne più". La storia è finita quando Roberto è uscito dal carcere, nel 2001: "Gli ho fatto un giuramento dopo l'attentato del '94, gli sarei stata vicina fino alla liberazione. E così è stato: scontata la pena, è venuto a vivere nel mio appartamento ma in camere separate, nel 2005 ha deciso di andarsene, ma con la promessa che non mi avrebbe mai lasciato in pace".

Claudia ha deciso di raccontare la sua storia solo oggi perché voleva prima raccontarla ai figli: "Oggi che hanno tutti tra i 17 e i 24 anni, lo sanno. E ora che lo sanno loro, possono saperlo tutti".

Ma da una vita con un Escobar uscire è molto difficile, e infatti Claudia ancora non lo ha fatto: "Lui mi vuole morta, e anche i figli che ha avuto da un'altra donna. La polizia mi protegge, ogni giorno vengono alla mia residenza per verificare che io stia bene. Roberto ancora chiama le figlie al telefono e lancia minacce, anche loro hanno paura".

Claudia rivela poi le attuali difficoltà nello stringere rapporti con altri uomini: "Roberto non ha mai accettato che qualcuna lo abbandonasse, questa è la sua ossessione. Sono sola, quando un uomo scopre che sono la ex di Escobar lo assale un certo timore".

Oggi Roberto ha 72 anni e vive a Medellin, in una casa che "ha trasformato nel museo di Pablo Escobar".

Del patrimonio di Pablo, stimato in 40 miliardi, lei non sa nulla: "Quando Pablo è morto tutti i suoi familiari hanno iniziato una guerra per la sua eredità, ma io pensavo ad altro. Ho lottato per riprendermi la mia vita".

(Unioneonline/L)

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