CRONACA - ITALIA

torino

Lascia il compagno femminicida, lui la sfregia con una bottiglia rotta

L'uomo le aveva chiesto un ultimo appuntamento "per chiarire"
polizia (ansa)
Polizia (Ansa)

Stavano insieme da circa sei mesi quando lei, facendo delle ricerche sui social, ha scoperto un terribile segreto: l'uomo dodici anni prima aveva ucciso una ragazza di 21 anni.

Così ha deciso di troncare, e lui stava quasi per ammazzare anche lei.

I FATTI - Il 37enne, di origini tunisine, stava scontando nel carcere di Torino la pena per aver ucciso la ex compagna nel 2007 a Bergamo con un coltello da cucina. Durante la detenzione, spesso si trovava fuori in permesso di lavoro. Faceva il barista in un bistrot e così ha conosciuto la 43enne e si è fidanzato.

La donna a quanto pare non sapeva esattamente per cosa fosse stato condannato. Quando lo ha scoperto ha deciso di lasciarlo e lui approfittando di un permesso, nell'ottobre del 2019 le ha chiesto un ultimo incontro. Appena sono scesi dal tram, si è scagliato contro l'ex compagna sbattendola per terra. Poi impugnando il collo di una bottiglia rotta ha tentato di sgozzarla.

"Ti ammazzo", le aveva gridato accanendosi sul volto della donna. Non ci era riuscito per fortuna, ma l'aveva sfregiata irrimediabilmente. Poi era stato fermato, poco distante da luogo dell'aggressione. La vittima era stata trasportata all'ospedale Maria Vittoria per le profonde ferite alla faccia, lui nel reparto psichiatrico delle Molinette. Qui ha tentato, senza riuscirci, di togliersi la vita, impiccandosi con un cappio fatto di pezzi di garza e camici.

LA CONDANNA - L'aggressore è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni, per tentato omicidio. Per lui la Procura aveva chiesto 12 anni, il gup ne ha aggiunti quattro, negando le attenuanti e con l'espulsione a pena espiata.

"E' una sentenza giustamente severa, le conseguenze del reato sono gravissime, dobbiamo solo ringraziare i medici che per mesi hanno assistito la signora", commenta Anna Ronfani, avvocato della donna ferita. Invece il legale di Safi, Daiana Barillaro si è detta amareggiata "perché non credo sia giusta l'impostazione del reato di tentato omicidio - spiega - sarebbe stato più corretto imputarlo di lesioni gravissime con l'aggravante del codice rosso. Ricorreremo in appello".

(Unioneonline/D)

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