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Gioele morto nell'incidente? L'ipotesi riprende quota: "Pietruzze tra i resti del bimbo"

I primi riscontri dell'autopsia e di accertamenti biologici sull'Opel Corsa di Viviana
(foto twitter)
(Foto Twitter)

Riprende quota la tesi che Gioele possa essere rimasto ferito mortalmente nell'incidente stradale sulla A20. Emerge da accertamenti irripetibili di tipo biologico eseguiti dalla Scientifica sull'Opel Corsa di Viviana Parisi che si aggiungono ad alcuni particolari venuti fuori dall'autopsia del bambino, ancora non rivelati.

Tra i resti di Gioele, il bambino trovato nelle campagne di Caronia lo scorso 19 agosto, c'erano delle piccole pietre. Potrebbero essere utili per stabilire il luogo e il momento della sua morte.

Il dato è emerso dall'analisi della Tac eseguita prima di iniziare l'autopsia, eseguita oggi dal medico legale Elvira Ventura Spagnolo, perito della Procura di Patti. Sono presenti anche segni di aggressione da parte di animali, ma non è ancora chiaro se il bimbo sia stato aggredito mentre era in vita o quando era già morto.

"Al termine di tutte le operazioni avremo un quadro definitivo e completo, al momento si tratta di agire per singoli passaggi non tralasciando alcunché ed evitando di perdere elementi che potrebbero essere utili. Stiamo facendo del nostro meglio per ottenere tutto il possibile dal cadavere", ha detto la dottoressa.

"Come prima indagine - ha ricostruito - è stata fatta la tac, dopo di che abbiamo proceduto con la collaborazione dell'entomologo e dello zoologo forense alle varie attività di ispezione, analisi, prelievo di campioni che naturalmente richiederanno nuovi approfondimenti. I passaggi successivi saranno ulteriori analisi sia sugli indumenti che sui resti, abbiamo 90 giorni di tempo per la relazione ed è importante agira nel miglior modo possibile senza tralasciare nulla".

Un altro dei medici incaricati, Daniela Sapienza, ha detto che "non è pssobile valutare se esiste una ferita d'arma da taglio sul corpo del bambino, non al momento, non abbiamo concluso le analisi e non possiamo sapere se c'è un riscontro del genere".

"Scoprire come è morto - ha aggiunto - mi sembra una cosa possibile, ma dobbiamo vedere gli elementi che il corpo di fornisce e valutarli. Purtroppo ci sono dei fenomeni cadaverici e trasformativi molto importanti, e questo rende impossibili alcune valutazioni macroscopiche che in altri casi sarebbero un riscontro oggettivo. Oltre ai fenomeni trasformativi anche la microfauna e la macrofauna rendono difficile quasiasi riscontro e valutazione, abbiamo cominciato a fare alcuni esami su alcuni resti e dobbiamo continuare per riuscire a raccogliere elementi di giudizio che abbiano riscontri oggettivi e possano servire agli inquirenti".

(Unioneonline/L)

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