CRONACA - ITALIA

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"Fontana assassino, Sala zerbino": il nuovo murale a Milano (già cancellato)

Rimossa la scritta a caratteri cubitali riconducibile ai centri sociali. Intanto in città oggi hanno protestato lavoratori, precari e sindacalisti
il murale (ansa)
Il murale (Ansa)

Spunta un altro murale diffamatorio per le strade di Milano.

"Fontana assassino, Sala zerbino", la scritta a caratteri cubitali alla periferia della città, subito cancellata.

Dalle prime indagini delegate alla Digos da Alberto Nobili, il responsabile dell'antiterrorismo milanese, il murale sarebbe stato "firmato" con un simbolo particolare attribuibile ai centri sociali dell'area Sud di Milano, si ipotizza lo Zam.

Sarebbero stati una ventina i giovani dell'area antagonista coinvolti, stando alle testimonianze di alcuni passanti raccolte dagli investigatori. A Milano è già stato aperto un fascicolo, intitolato "clima di odio", in cui vengono raccolte tutte le intimidazioni , alcune molto pesanti, comparse online e non solo in queste ultime settimane contro il presidente della Lombardia che ora vive sotto scorta.

LE PROTESTE - Intanto a Milano alta tensione anche in strada, con lavoratori, precari e sindacalisti che oggi hanno protestato contro la gestione della crisi del virus: "Padroni assassini", la scritta in uno striscione srotolato davanti alla sede di Assolombarda per pochi minuti e poi portato in corteo.

I malumori e le preoccupazioni sono stati i protagonisti della manifestazione di oggi pomeriggio partita da Via Larga, non molto lontano dalla Torre Velasca e dal quartier generale dell'associazione che raggruppa parte delle imprese lombarde, e arrivata in piazza Duomo.

Organizzata da S.I. Cobas e Adl Cobas, hanno preso parte tra gli altri il coordinamento precari scuola, la Camera del Non Lavoro, il Partito Comunista dei lavoratori, la Federazione Giovani Comunisti, operatori del mondo della sanità, lavoratori delle società di logistica addetti alle consegne di pacchi, dipendenti licenziati da Zara, giovani dei centri sociali e un gruppo di Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo.

(Unioneonline/D)

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