CRONACA - ITALIA

sanatoria

Regolarizzazione di braccianti e badanti, è scontro nel governo

La misura riguarda 600mila migranti: i 5 Stelle vogliono limitare i permessi a uno-due mesi
immagine simbolo (ansa)
Immagine simbolo (Ansa)

Maggioranza spaccata sul tema della regolarizzazione di braccianti, colf e badanti immigrati.

Italia Viva - con il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova - minaccia l'uscita dal Governo se non si approverà subito la misura, voluta anche dal Pd.

Il Movimento a 5 stelle invece frena: è spaccato al suo interno, con alcuni esponenti che propongono di limitare i permessi dei lavoratori stranieri a uno-due mesi.

Intanto a chiedere la regolarizzazione - che riguarderebbe 600mila persone - sono anche Papa Francesco e la Cei, oltre che il mondo agricolo.

Dopo le trattative di ieri - che hanno coinvolto oltre a Bellanova, i ministri Luciana Lamorgese, Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano - si cerca una quadra nell'esecutivo, anche per decidere se portare il provvedimento nel Decreto maggio che in settimana potrebbe andare in cdm.

Bellanova pone un aut aut: braccianti, colf e badanti devono rientrare. Con un contratto temporaneo per sei mesi, rinnovabile. Per dare una risposta attesa soprattutto dal mondo agricolo, "altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi", incalza.

Anche Provenzano spinge, senza però minacciare dimissioni. "Non è il momento - osserva - di piantare bandierine", perché si tratta di "una norma che risponde non solo a una esigenza di giustizia ma anche economica. Nel Governo c'è un confronto su come trovare una soluzione tecnica e penso che la troveremo".

Il capo politico del M5S Vito Crimi è rigido sulla "possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare". Ma nel Movimento non mancano le voci favorevoli, come quella del presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia: "È giusto dire - afferma - no ad una sanatoria stile Bossi-Maroni, ma bisogna lavorare velocemente ad un'operazione di emersione del lavoro nero, mirata ai comparti che servono al Paese per ripartire".

(Unioneonline/F)

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