CRONACA - ITALIA

i pediatri

In 20 giorni cento bambini con i geloni: "Ipotesi correlazione col Covid-19"

Mai si era verificata una tale frequenza, soprattutto in primavera: l'allarme dei pediatri
(ansa)
(Ansa)

Aumentano da parte dei pediatri le segnalazioni di lesioni agli arti inferiori dei bambini, simili ai geloni. Potrebbero essere in qualche modo correlate al Covid-19, come ipotizza uno studio recentemente pubblicato dal British Journal of Dermatology.

In venti giorni la rete dei pediatri di famiglia ha segnalato cento casi di "erythema pernio-like", simili ai geloni appunto.

"Registriamo una frequenza anomala - sottolinea il segretario nazionale Attività Scientifiche ed Etiche della Federazione italiana medici pediatri Fimp, Mattia Doria -, se fosse confermato il legame con il nuovo coronavirus, la manifestazione dei sintomi potrebbe diventare indicatore di caso sospetto".

Non sappiamo, segnala, "se queste lesioni possano essere correlate all'epidemia di Covid-19. Solo alcuni dei pazienti osservati, per lo più privi di altri sintomi, hanno avuto la possibilità di accertamenti di laboratorio. Tuttavia, la coincidenza cronologica dei due eventi e la possibilità che fra i meccanismi della infezione da Covid-19 possano rientrare alterazioni vascolari, lascia spazio all'ipotesi che la comparsa di tali lesioni possa rappresentare una espressione cutanea di questa infezione nel bambino".

Un quadro del genere, ricorda, "sarebbe compatibile con la manifestazione della malattia nell'adulto: lesioni dermatologiche sui piedi sono state osservate in molti pazienti Covid in Italia, Cina, Francia e Spagna".

I geloni in età pediatrica sono già poco comuni in inverno, ancor più in primavera, sottolinea l'esperto per rafforzare l'ipotesi che possano essere correlati al Sars CoV-2.

"Dall'8 al 27 aprile abbiamo raccolto le schede di cento bambini e adolescenti con lesioni simili. Ma solo in 14 è stato effettuato un tampone, e di questi solo un bambino è risultato positivo", osserva Doria, concludendo che "occorreranno maggiori studi clinici ed epidemiologici per verificare la possibile correlazione tra questo fenomeno e il virus".

I pediatri, fa sapere, continueranno a monitorare il fenomeno.

(Unioneonline/L)

© Riproduzione riservata

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