CRONACA - ITALIA

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Bimbo strangolato dalla mamma, il padre resta in carcere: "Responsabile anche lui"

Secondo gli inquirenti ha partecipato attivamente all'omicidio, oltre ad aiutare la donna a simulare l'incidente
daniele feroleto l uomo con la giacca di pelle nera (ansa)
Daniele Feroleto è l'uomo con la giacca di pelle nera (Ansa)

Resta in carcere Nicola Feroleto, papà di Gabriel, bimbo di due anni e mezzo strangolato a morte a Cassino (Frosinone) dalla madre e trovato senza vita in una stradina di campagna a Volla di Piedimonte San Germano.

L'uomo è accusato di concorso in omicidio, secondo gli inquirenti ha partecipato attivamente all'uccisione del piccolo.

L'uomo continua a respingere ogni responsabilità, ma avrebbe risposto in maniera confusa al gip.

In un primo momento l'uomo ha detto di non essere presente sul luogo al momento del delitto. Poi ha affermato di avervi assistito senza partecipare, versione ribadita anche nell'interrogatorio che si è tenuto ieri in carcere.

Donatella Di Bona, 28 anni, ha ammesso di aver ucciso il piccolo "perché piangeva troppo". La donna, crollata dopo un lungo interrogatorio, a un certo punto aveva accennato - per poi ritrattare - alla presenza di Nicola sul luogo dell'omicidio.

Circostanza che, assieme a diverse incongruenze riscontrate nel racconto dell'uomo, hanno insospettito gli investigatori.

Forse il piccolo è stato ucciso di mattina, e poi i genitori ne avrebbero abbandonato il corpo in strada, inscenando un incidente stradale. Nicola infatti è stato visto aggirarsi per il paese nel pomeriggio.

Feroleto non ha ammesso, ma le domande degli inquirenti hanno fatto a pezzi il suo alibi.

Lunedì sarà allestita la camera ardente per il piccolo Alex nell'ospedale di Cassino.

(Unioneonline/L)

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