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Nozze in sordina per le coppie sarde

Sono le più parsimoniose in Italia nel celebrare il giorno più bello della vita
un matrimonio nell isola (archivio l unione sarda)
Un matrimonio nell'Isola (Archivio L'Unione Sarda)

"In salute e in malattia". Sull'altare del matrimonio la promessa di rito di reciproca fedeltà non potrebbe avere valore più forte in un mondo paralizzato dal coronavirus. Tuttavia, non è l'amore di chi sogna o ha ottenuto un legame più saldo a essere messo in dubbio; piuttosto il conto in banca, intaccato da crisi, disoccupazione e paura per un domani sempre più incerto. Un timore che in Sardegna, più che nel resto d'Italia, sembra aver suggerito ai futuri sposi particolare parsimonia nel programmare il giorno più bello della propria vita.

A dirlo sono i numeri raccolti dall'Osservatorio matrimoni di Pronto.Pro.it, portale specializzato nella domanda e offerta di servizi professionali, capace di quantificare la spesa media pianificata per una cerimonia nuziale arricchita tutti i servizi base. L'Isola si piazza in coda al Paese con un budget medio di 10.970 euro contro una media nazionale di circa 14mila euro. Il conto totale comprende gli assegni staccati per fioraio (800 euro), fotografo (800), operatori video (550), Dee jay (500), Wedding planner (1.200), Animatori per bambini (120) e ovviamente catering (7.000).

Insomma, le coppie sarde hanno deciso di stringere più di tutte i cordoni della borsa, scontentando di certo gli operatori che in primavera hanno dovuto annullare nell'Isola circa 5mila cerimonie. Proprio il portale web ha registrato un calo del 78% dei servizi matrimoniali da gennaio ad aprile con una lenta ripresa del mercato, orientato a risollevarsi in autunno e sicuramente lontano dai 10 miliardi di fatturato incassati lo scorso anno in Italia.

Attraverso lo studio dei preventivi stilati negli ultimi 12 mesi dai professionisti del settore, ProntoPro ha potuto definire un prezzo "standard" di 14.000 Euro, ma anche un listino "premium" che supera di poco i 36.000 euro. Ma se le possibilità per chi può ancora permettersi di non badare a spese non mancano, di certo la tendenza è opposta: non è più il tempo di matrimoni eccessivamente sfarzosi. L'87% dei futuri sposi sceglie infatti di mettere a budget una spesa Standard per celebrare le proprie nozze, a fronte di un 13% di coppie che invece sognano ancora una cerimonia di lusso. Un dato comunque in calo rispetto al 2018, quando il matrimonio in versione Premium veniva richiesto dal 22% degli sposi. Analizzando i dati da un punto di vista geografico la regione più costosa per l'organizzazione di un matrimonio è invece il Lazio, dove la spesa standard può raggiungere i 16.700 euro, ma anche Campania e Sicilia si attestano sopra i 16.000 euro di investimento.

La scelta dipende anche dalla volontà di promettersi amore eterno davanti a dio o in Comune. Tra chi cerca online i migliori fornitori per l'organizzazione del proprio matrimonio, il rito civile vince su quello religioso, un trend in crescita anno dopo anno. I dati del 2020 raccontano che il 69% dei futuri sposi si sposerà in comune, il 29% opta per la cerimonia in chiesa, mentre il 3% organizzerà una versione simbolica del rito che permette loro di scegliere location, celebrante, testo della celebrazione, ma che non ha alcun valore ufficiale. I territori del Sud Italia evidenziano però una tendenza inversa, il matrimonio religioso è infatti stato scelto nel 2019 da più del 50% dei futuri sposi, in Campania la percentuale arriva fino ad un 68% di preferenze. L'Emilia Romagna risulta invece la regione d'Italia più secolarizzata, qui il matrimonio civile è stato la preferenza per ben il 73% degli sposi.

C'è poi la location: la scelta di quella giusta per le celebrazioni nuziali raccoglie il 50% delle richieste a livello nazionale, aggiudicandosi il primo posto in classifica fra i servizi più richiesti per il settore wedding. Fotografo e accompagnamento musicale vengono cercati rispettivamente dal 13% e dal 10% dei futuri sposi. Alcune regioni evidenziano delle peculiarità territoriali. I fioristi raccolgono meno domanda a livello nazionale, ma sono il secondo servizio più richiesto in Basilicata, con il 22% di preferenze. In Trentino Alto Adige il trucco sposa supera di 4 punti percentuali la domanda di fotografi. I wedding planner, infine, rientrano nella top 3 dei servizi più richiesti in Toscana e Sardegna.

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