ECONOMIA

Le sanzioni

Legge di bilancio, Bruxelles dice no: cosa rischia il nostro Paese?

La decisione di oggi dell'Ue è la prima tappa di un iter che potrebbe portare a una multa per l'Italia
cosa succede ora le ipotesi (l unione sarda)
Cosa succede ora? Le ipotesi (L'Unione Sarda)

Dopo la bocciatura ufficiale da parte di Bruxelles della manovra italiana, per il nostro Paese si apre uno scenario preoccupante.

La Commissione europea è infatti pronta ad avviare nei confronti di Roma una procedura di infrazione per debito, la prima che si sia mai registrata da quando esiste l'Unione europea.

Un percorso che potrebbe essere lungo diversi mesi e che avrà come sua prima tappa la riunione dell'Ecofin (il Consiglio che riunisce i ministri di Economia e Finanza degli Stati Membri) del 22 gennaio prossimo. La data è successiva a quella entro la quale la Legge di bilancio sarà approvata dal nostro Parlamento.

In quel contesto potrebbero essere ratificate le raccomandazioni all’Italia: in questo modo la procedura diventerebbe operativa.

Allora la Commissione potrebbe chiedere al governo di approvare, a stretto giro (ovvero in pochissimi mesi), alcuni provvedimenti per risanare i conti pubblici italiani; una sorta di manovra correttiva che riporti i parametri all'interno delle regole di Maastricht e del Fiscal Compact.

A quel punto per il nostro Paese potrebbero scattare le sanzioni pecuniarie, per un importo compreso tra lo 0,2% e lo 0,5% del Pil (ovvero tra i 3,6 e i 9 miliardi di euro). Ma non solo. L'Italia rischierebbe molto anche in termini di aiuti all'economia reale che provengono dall'Europa: sarebbe possibile infatti non solo il blocco dei finanziamenti erogati dalla Banca europea degli investimenti ma anche il congelamento dei fondi strutturali europei, che per il piano 2014-2020 ammontano a 73,6 miliardi di euro.

Il tutto senza tenere conto delle enormi ricadute negative che una procedura di infrazione potrebbe avere sui mercati, in termini di aumento dello spread e del conseguente incremento interessi da pagare sul debito pubblico.

(Unioneonline/F)

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