CULTURA

IL CASO

Studenti napoletani in concorso a Boston: non sono in finale, e il Miur apre un'indagine

I giovani si sarebbero in realtà posizionati al secondo posto di una classifica preliminare: ad alimentare le false notizie circolate le dichiarazioni dell'Istituto partenopeo
il mit a boston (foto da mti edu)
Il MIT a Boston (foto da mti.edu)

Una gara di solidarietà che aveva fatto inorgoglire il Paese che ancora una volta aveva mostrato sensibilità e buon cuore di fronte all'appello di tre giovani meritevoli, studenti dell’istituto Tecnico Industriale "Augusto Righi" di Napoli, impossibilitati a recarsi negli Usa per partecipare alla finalissima di un prestigioso premio del MIT, lo "Zero Robotics".

Un appello rimbalzato sui social e alimentato dall'hashtag #mandiamolialMIT, e che aveva avuto pronta soluzione anche grazie all'interessamento del Senato, del vicepremier Di Maio, di molti imprenditori e giornalisti.

Oggi, la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire: la denuncia che stava alla base di tutta questa catena, è in realtà una bufala. O quasi.

Sembra in particolare che il Righi abbia diffuso – e accettato che venissero diffuse – informazioni sbagliate sul concorso, senza smentirle o ritrattarle. E il Ministero dell'Istruzione ha precisato di aver avviato un'indagine sul caso.

Gli studenti napoletani, in particolare, non sarebbero arrivati alla finalissima del concorso, ma sarebbero solo arrivati secondi in una classifica relativa a una fase preliminare, che si è conclusa e che ora vedrà le 84 squadre rimaste – fra cui, appunto, quella del Righi – ripartire da zero con una nuova classifica.

Ma c’è di più: al concorso gli studenti si sfidano suddivisi in tre aree geografiche - Europa + Federazione Russa, Americhe, Australia - e la finale per le squadre europee si svolgerà ad Alicante, e dunque in Spagna e non al MIT di Boston, dove si terrà solo la finale dell'area geografica delle Americhe.

Ad alimentare le false notizie circolate, le numerose interviste rilasciate dalla stessa preside dell'istituto, che a Radio Capital confermava ad esempio a precisa domanda la partecipazione dell'istituto alla finalissima, specificando come occorressero per questo 6-7mila euro. Intervistato il 13 novembre dal TG5, un professore del Righi parlava invece di almeno 15mila euro “per poter stare una settimana a Boston”.

Gigantesco fraintendimento o astuta mossa per recuperare i fondi per un soggiorno a Boston? Al momento non è dato di saperlo, ma resta la grossa delusione di un intero Paese.

(Unioneonline/v.l.)

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