CRONACA ITALIANA

Le baby-squillo: "Solo clienti grandi
per evitare di essere riconosciute"

Nuove rivelazioni sugli interrogatori delle due ragazzine che si prostituivano ai Parioli.
foto simbolo
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"Chiedevamo sempre di non avere ragazzi troppo giovani, per il fatto che magari li potevamo conoscere. Cioè, tipo di 18, 20 anni no". E' quanto hanno affermato le due minorenni coinvolte nel giro di prostituzione ai Parioli nel corso dell'incidente probatorio svolto lo scorso 5 febbraio davanti al gip di Roma. Nel corso dell'atto istruttorio una delle due ragazzine ha spiegato che "qualche cliente si lamentava del fatto che fossimo arrivate in ritardo o non ci fossimo presentate. Perché comunque noi alla fine siamo due ragazzine - ha spiegato - è normale non essere sempre puntuali. Magari a volte ci innervosivamo, non eravamo proprio cortesi. E poi eravamo in una situazione sotto pressione. Perché poi Ieni si lamentava del fatto che magari rispondevamo male, andavamo in ritardo quando lui ci chiamava... noi gli dicevamo di no. Ci pressava". In merito alla questione se i clienti sapessero della loro età, le ragazze rispondendo ai pm hanno detto che "ai clienti dicevamo di avere 18 anni. Non erano moltissimi, ma è capitato che qualche cliente dicesse 'Sei sicura di avere 18 anni? Sembri più grande'. E dall'abbigliamento cercavamo di sembrare più grandi. Quando poi abbiamo visto che ad alcuni clienti non gliene fregava niente, ci vestivamo normali. Ci truccavamo ma in modo normale. Ai clienti dicevamo di avere tra i 18 e i 19 anni". Una delle due ragazzine, la più giovane, si spinge a dire: "Mi sentivo come se avessi proprio 18 anni, dentro di me non avevo più 15 anni, facevo come mi pareva".


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