OPINIONI - ANDREA MEREU

Andrea Mereu
L'intervento

Cosa sogna un emigrato

C ome faremmo se fossimo tutti decisivi? Se tutti i tentativi approdassero al successo e ne nascessero delle belle imprese personali? Diventeremmo certamente una terra senza eguali. Capace di offrire tesori eccezionali al mondo. Quel mondo che ci esalta senza badare ai problemi annosi.

È la domanda che mi pongo da quando è salpata la mia avventura in Inghilterra. Tutte le volte in cui l'aereo rulla e la mia vita balla per la gioia di tornare a casa, la domanda si ravviva. Evviva, mi dico. Forse è la volta buona. Sento che la china può essere riconquistata. L'alba inglese è sempre foriera. Specie quando l'aereo decolla con il sud nella rotta. Il destino dell'Isola è ormai giunto al bivio che separa Dubai da Mururoa. O si sbanca nel mondo, oppure si sbarca il lunario.

Cosa manca a una terra bombardata dalla sfortuna per riaversi dall'esilio nel Mediterraneo? Non basta l'archeologia che imperla il paesaggio per sistemare i bilanci? E il corollario di coste non è più sufficiente a mettere le cose a posto con l'economia?

Forse si dovrebbe rivoltare sottosopra l'Isola. Ogni decade una girata. Come le clessidre. A forza d'imprese cumulative, si troverebbe un equilibrio a peso d'oro. Metteremmo pezze al colabrodo, arrestando finalmente l'emorragia di geni, professionisti e giovani a caccia di un futuro.

Questi e altri pensieri si affollano nella mente. Pari al numero di risposte che sovviene all'atterraggio, quando l'ampiezza del paesaggio mette coraggio per la lunga teoria di curve verso la Barbagia. (...)

SEGUE A PAGINA 40

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