Una volta le hanno chiesto quale fosse il progetto di cui andava più fiera. «La cosa che più mi rende orgogliosa è la Imagination Library», rispose Dolly Parton. Lei, la regina della musica country, la narratrice che ha scritto canzoni indimenticabili e ha trasformato la propria immagine in un’icona ispiratrice di assertività e impegno, ha detto che ciò che più contava e ha contato per lei sono i libri. I libri di cui aveva patito la mancanza quand’era bambina e che, diventata una delle star più amate, ha donato a milioni di bambini di tutta l’America e di mezza Europa. Un progetto con una formula semplice: far arrivare nella cassetta della posta un volume al mese ai piccoli iscritti al programma, dalla nascita fino all’ingresso a scuola.

Dal 1995, anno del lancio dell’iniziativa, a oggi la sua fondazione ha distribuito più di 300 milioni di volumi. Inizialmente il progetto era stato pensato solo per i ragazzi della contea di Sevier, Tennessee, la sua terra d’origine. Una terra dura, quella delle Great Smoky Mountains, dove la piccola Dolly è cresciuta in una famiglia umile, dove in abbondanza c’era solo l’amore, ma poco e niente di tutto il resto. Era la povertà diventata poesia in canzoni come Coat of Many Colors, in cui racconta la madre che le confezionava il cappotto con scampoli di mille colori, e in tante altre poesie.

Lei, nata nel 1946, quarta dei dodici figli di Avie e Robert Lee Parton, ha raccontato che nella sua casa non c’erano libri, a parte la bibbia che la madre leggeva a voce alta a lei e ai fratelli. I libri, e non il cibo, i giocattoli o i vestiti nuovi, erano la cosa che più le mancava. E soffriva nel vedere suo padre, che aveva dovuto lavorare nei campi fin da ragazzo e non aveva imparato a leggere né a scrivere.

Ne ha parlato in più d’una intervista, e in particolare in quella rilasciata a Carla Hayden nel 2018, durante l’evento organizzato dalla Library of Congress per celebrare i 100 milioni di libri donati ai bambini dalla sua fondazione. «Era l’uomo più intelligente che abbia mai conosciuto», disse, «ma so nel mio cuore che la sua incapacità di leggere probabilmente gli ha impedito di realizzare tutti i suoi sogni». Concetto ribadito in una lettera aperta sul sito web di Imagination Library. «La mia missione», ha sottolineato, «è diventata quella di ispirare i bambini ad amare la lettura».

Ha insistito su un punto importante: la Imagination Library è nata per tutti i bambini, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia. Una scelta fatta per ribadire un principio: la possibilità di avere dei libri e l’amore per la lettura non possono dipendere da quanto guadagnano i genitori, benestanti o poveri che siano. «I libri aiutano a sognare, regalano libertà e insegnano ad affrontare il mondo», disse Dolly Parton. Ha scritto canzoni memorabili, è vero, ma ha fatto ben di più: ha dato la chiave della vita a milioni di bambini.

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