Lo splendido scenario del Castello di Serravalle torna ad accogliere “Tramonti al Castello”, la rassegna della Fondazione Bosa che intreccia linguaggi contemporanei e valorizzazione del patrimonio. Un format che a riportato pubblico, attenzione e nuove forme artistiche all’interno della fortezza.  La serata è in programma giovedì 27 agosto, alle 20.30 e  propone l’incontro tra danza  e musica elettronica, con il live set di Arrogalla e la performance AᗺᗷA, ricerca coreografica firmata da Antonio Bissiri, Federica Tiddia, Sara Zilioli e Fabio Sau.

Arrogalla porta al Castello una trama sonora che mescola elettronica, dub, hip hop e musica popolare sarda: suoni mediterranei, voci, ritmi tradizionali e paesaggi dell’Isola rielaborati dal vivo, in un continuo dialogo tra memoria e sperimentazione. AᗺᗷA risponde con un lavoro sul corpo e sul movimento che esplora l’acqua come elemento di trasformazione, identità e connessione.

La danza diventa flusso, immagine, percezione: un modo per rileggere il patrimonio naturale e culturale della Sardegna in chiave contemporanea.

Il direttore della Fondazione, Pier Tonio Pinna, sottolinea gli obiettivi del progetto.  «Il Castello – afferma -  si apre alla musica e alla danza contemporanea perché crediamo che il patrimonio non debba essere soltanto conservato, ma continuamente vissuto e reinterpretato. Le mura del Castello contengono la memoria, ma allo stesso tempo si aprono al mondo, alla cultura e alla creatività».

La serata sarà accompagnata da una degustazione di Malvasia di Bosa, uno dei prodotti simbolo della Planargia, che completerà l’esperienza tra musica, danza e paesaggio. Il sindaco Alfonso Marras evidenzia la dimensione strategica della rassegna. «Costruire una politica culturale che metta insieme patrimonio, eventi e risorse locali – osserva il sindaco-  significa investire sull’attrattività di Bosa e sul suo sviluppo. Crediamo molto in questa strada, nella Fondazione Bosa e in tutte le realtà che contribuiscono a rendere la città viva culturalmente. Valorizzare i nostri luoghi, ampliare l’offerta e creare nuove occasioni di visita significa generare nuove opportunità di crescita, anche sul piano economico».

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