Altissima la preoccupazione in Italia dopo la notizia del rapimento di Rocco Langone, 64 anni, la moglie Donata (63) e del loro figlio Giovanni (42) avvenuto in Mali e confermato dalla Farnesina.

“Abbiamo paura perché sappiamo che chi ha preso i nostri familiari è molto pericoloso”, spiega Vito Langone, fratello del capofamiglia. “Chiedo allo Stato italiano che li faccia tornare a casa al più presto", ha aggiunto spiegando che l'altro figlio di Rocco, Daniele, "dovrebbe essere partito stamattina per la Farnesina". 

Rocco Langone si era trasferito in Mali per il clima favorevole, commenta la sorella Anna Maria, era un operaio ed era andato in pensione. Viveva in Brianza. I due si erano sentiti telefonicamente una quindicina di giorni fa, “era felicissimo”.

Intanto il presidente della Regione Basilicata (di cui la famiglia è originaria), Vito Bardi, ha "sentito nuovamente" il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e ha ribadito la necessità di "massimo riserbo" sulla vicenda.

Il sequestro è avvenuto giovedì a una decina di chilometri da Koutiala, a un centinaio di km dal confine con il Burkina Faso e a 300 dalla capitale maliana, Bamako. I rapitori erano a bordo di un veicolo. Gli italiani sono Testimoni di Geova, come il togolese catturato insieme a loro, ma – è stato chiarito dall’Associazione dei Testimoni di Geova del Senegal, responsabile per l’area – non erano in Mali per conto del movimento religioso.

(Unioneonline/s.s.)

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