L’inchiesta sugli arbitri e le presunte pressioni per modificare le decisioni accelera. In Procura a Milano sentiti testimoni ma anche grandi accusatori come l'ex addetto Var Eugenio Abbattista, che si dimise dall'Associazione italiana arbitri a stagione in corso, nel marzo del 2024.

«Scendere da un treno impantanato, nel puzzo del pregiudizio, del vittimismo, dell'ingrata non memoria storica è la scelta più sensata che potessi fare», aveva detto Abbattista due anni fa, spiegando, poi, in un'intervista tv, di essersi «dimesso perché ero stanco della sensazione di schifo che avvertivo attorno». E attaccando anche lui - come Domenico Rocca, ormai noto per il suo esposto e sentito pure lui come teste dal pm Maurizio Ascione e dalla Guardia di Finanza - il mondo arbitrale soprattutto per voti e valutazioni della commissione e per le "epurazioni”».

L'indagato eccellente Gianluca Rocchi, già designatore di serie A e B autosospeso e accusato di frode sportiva, diserterà l'interrogatorio di giovedì: «Non conosco il fascicolo, la difesa è impossibile», fa sapere il suo avvocato.

Intanto, come riferito dall’Ansa, il Collegio di garanzia del Coni ha respinto il ricorso di Antonio Zappi contro i 13 mesi di squalifica comminatigli in precedenza. Zappi decade così da presidente dell'Aia.

(Unioneonline)

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