Allarme carburanti, i camionisti minacciano lo stop da nord a sud: ipotesi blocchi anche in Sardegna
In Calabria distributori a secco. Conftrasporto e Unatras: ora proteste fuori controllo, governo ci convochi o si ferma tutto. Nell’Isola possibile presidio davanti alla Saras e nei principali portiUna protesta dei camionisti (L'Unione Sarda)
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Il caro carburanti fa scattare la rivolta dei Tir, con gli autotrasportatori che minacciano di fermare il Paese. Blocchi autonomi sono già sorti in alcune regioni del Mezzogiorno, come in Puglia, e altre sono programmate da comitati e gruppi autonomi in Calabria, da domani, e in Sicilia nei prossimi giorni, mentre cresce l'allarme in Basilicata e ancora in Calabria dove si stanno esaurendo i carburanti in diverse stazioni di servizio con lunghe code.
In Sardegna invece non c’è ancora nulla di formalmente organizzato, ma tra gli autotrasportatori sta correndo veloce un’ipotesi: un blocco organizzato davanti ai cancelli della Saras. Ma non sono esclusi presidi nei porti.
«Sono proteste spontanee, non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria, il che rende il quadro ancora più inquietante perché significa che ci si sta muovendo nell'ambito della disperazione degli imprenditori«, afferma il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo.
Sulla stessa linea Unatras, (Unione Nazionale delle Associazioni dell'Autotrasporto Merci) che parla di «un malessere diffuso e non più sostenibile da parte delle imprese».
Entrambe le associazioni sollecitano, quindi, un intervento immediato dell'esecutivo Meloni: «Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il paese», sottolinea Russo.
«Se non convocherà con massima urgenza un incontro si assume la responsabilità di consegnare il settore alla paralisi totale», avverte Unatras. Alla base della protesta c'è il mancato sblocco delle risorse stanziate già lo scorso maggio proprio per contrastare il caro gasolio «ma che ancora non sono arrivate» a destinazione.
Servono, inoltre, «ulteriori stanziamenti», visto che continua la corsa al rialzo del diesel. Dall'inizio della guerra ad oggi c'è stato «un aumento di più di 50 centesimi al litro», precisa il presidente di Conftrasporto. E la crisi logistica, che sta interessando la rete di distribuzione, anche per lo sciopero della raffineria di Taranto, innesca un'emergenza carburanti in Puglia e Calabria.
Nel foggiano quasi tutti i distributori sono a secco, a Cosenza la stragrande maggioranza delle stazioni di servizio ha completamente esaurito le scorte di benzina e diesel, gettando nel caos la mobilità urbana.
Il problema si sta estendendo anche ad altre province e città, come Catanzaro, dove la maggior parte delle pompe ha finito le scorte. «Il governo Meloni intervenga subito sull'emergenza carburanti, ormai estesa a tutto il Sud», è il sollecito del Pd Calabria. Mentre il presidente di Confindustria Puglia, Nicola Delle Donne, avverte che «molte imprese rischiano di fermarsi per la mancanza di carburante: dai trasporti alle infrastrutture e alle costruzioni».
Enrico Fresu
