Lascia l’ultimo gesuita: Alghero, la chiesa di San Michele rimane chiusa
I dubbi mostrati da Sardenya i Llibertat: «Verrà mai riaperta?»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La festa del Santo Patrono di Alghero, San Michele, è andata in archivio da alcuni giorni, ma la chiesa di San Michele rimane chiusa.
Sardenya i Llibertat, con Salvatore Scala, Carlo Sechi, Luigi Addis e Sergio Floris, si domanda se verrà mai riaperta ai fedeli.
«Ora che anche l’ultimo gesuita ha lasciato la chiesa di San Michele per raggiunti limiti di età, la comunità gesuitica cessa ancora una volta la sua opera in città. A tutti questi padri che si sono avvicendati nel corso degli anni dobbiamo gratitudine e riconoscenza per la preziosa opera svolta», scrivono dal direttivo del movimento politico. La chiesa di San Michele di Alghero ha un legame con la Compagnia di Gesù (ordine religioso fondato da Sant’Ignazio di Loyola) che dura da centinaia di anni. «L’arrivo dei gesuiti ad Alghero, sostenuto con entusiasmo dalla popolazione, fu il risultato della collaborazione tra le autorità civili e quelle religiose, conseguente a un lascito del canonico Gavino Çarrovira, rimpinguato successivamente da un generoso lascito del capitano algherese Geronimo Ferret. La presenza in città dei religiosi della Compagnia di Gesù, ripetutamente sollecitata dalle autorità civili venne ottenuta grazie all’intervento del vescovo Andreu Baccallar», ricordano i referenti di Sardenya i Llibertat.
«Dopo la terribile epidemia di peste del 1582-1583 che aveva falcidiato la popolazione algherese, nel 1584 giunsero ad Alghero i primi padri gesuiti i quali si stabilirono a San Michele, donata alla Compagnia dal vescovo per agevolare l’insediamento della comunità. Una chiesa prestigiosa in quanto, provvisoriamente dalla metà del XVI secolo, fungeva da cattedrale in attesa della realizzazione di quella definitiva di Santa Maria».
San Michele fu un punto di riferimento per la religiosità popolare e per la crescita culturale della popolazione. «In seguito alla legge di soppressione degli ordini religiosi del 1855 i padri gesuiti abbandonarono la città, il Collegio venne chiuso mentre i locali e gli altri ambienti di pertinenza vennero trasformati in caserma. Ma questo è un lontano passato. Nel 1950 il ritorno della Compagnia di Gesù ad Alghero, fu promosso con grande dedizione dal padre gesuita Giacomo Bacigalupo, sostenuto e autorizzato dal vescovo di allora mons. Adolfo Ciuchini. In tal modo i padri della Compagnia di Gesù poterono rientrare nella disponibilità della chiesa di San Michele, della casa per l’abitazione e dei locali attigui di pertinenza con grande soddisfazione delle autorità cittadine e le manifestazioni di affetto della popolazione algherese. Riprendono così dopo una lunga interruzione l’opera di apostolato, la preziosa missione educativa e formativa nei confronti dei tanti giovani della città. Qui hanno potuto operare gruppi giovanili, gruppi sportivi, le scolte e gli scout, diverse servizi e attività culturali quali la biblioteca, il teatro, la musica, il canto polifonico, il cinema e il cineforum, organizzazioni ambientaliste, attività sociali di fondamentale importanza quali il Centro di ascolto e l’Associazione Primavera».