Oggi pomeriggio sulle tribune del Fra Locci, prima della partita di calcio Tortolì-Santa Teresa, c’era un calcio che contava meno del solito. Il capitano rossoblù, Federico Serra, con in mano un mazzo di fiori ha attraversato il campo.

È andato verso un seggiolino. Uno solo: il numero 66. Quello che era di Paolo Sechi. L’ha posato lì. Delicatamente. Come si posa qualcosa che potrebbe rompersi. Poi una mano sulla plastica baciata dal sole d’ottobre, un cenno alla tribuna. Tutti in piedi. Tutti ad applaudire. Paolo Sechi si è spento mercoledì scorso all’età di 74 anni.

Oggi al Fra Locci il tempo s’è fermato per un attimo. Il mazzo di fiori sul suo seggiolino non era solo per un tifoso. Era per l’uomo che annunciava tutto. Le processioni, le partenze, i ritorni, la gioia de Is Festas de sartu. La partita poi è iniziata. Tortolì e Santa Teresa hanno corso, hanno lottato.

Ma in tribuna, per novanta minuti, c’è rimasto un posto occupato da dei fiori. E ogni volta che la leggerissima brezza ha mosso la rete della porta, a qualcuno è sembrato di sentire ancora, lontano, un colpo sordo. L’ultimo cuettu di Paolo.

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