Un’esercitazione nucleare  della Nato: la Steadfast Noon 2026. Con la Sardegna coinvolta: lo dicono le carte pubblicate dall’Enav (Ente nazionale assistenza al volo) con l’indicazione delle enormi porzioni di cielo interessate, dal 13 al 20 ottobre, collegate all’Isola e alle basi di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani. Saranno solcate da caccia e droni. Ma c’è anche un calendario di “giochi di guerra” in Sardegna prima bocciato e poi approvato per decreto. Con motivazioni che innescano la polemica e la dura replica dei rappresentanti del Consiglio regionale nel comitato che deve decidere su tutto ciò che riguarda la presenza militare. 

Si riaccende lo scontro sulle manovre belliche, per ora simulate, che verranno attivate nei prossimi giorni e vedranno i poligoni sardi tra i protagonisti. 

L’interrogazione sulla Nato  

Il parlamentare di Avs Angelo Bonelli ha annunciato un'interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto sulle operazioni che si terranno dal 13 al 20 ottobre, come descritto da una pubblicazione tecnica della società che gestisce il controllo del traffico civile nello spazio aereo italiano. Bonelli chiede «perché il Parlamento non sia stato informato di un'esercitazione di questa portata sul territorio nazionale, quale ruolo avranno i droni e quali sistemi saranno impiegati, quali attività di tiro sono previste, dove si svolgeranno e con quale munizionamento, in particolare al Salto di Quirra; se la Regione Sardegna, le altre regioni e i comuni sorvolati siano stati informati e coinvolti».

E  vuole sapere  «quali misure garantiscono la sicurezza del traffico civile e quali valutazioni di impatto ambientale e acustico siano state svolte, anche sull'ecosistema marino del Tirreno».

Chiedendo lumi sulla Steadfast Noon, l’esponente di Avs sottolinea «come sia particolarmente grave il coinvolgimento della Sardegna, ancora una volta trattata come una servitù militare». Bonelli precisa: «L'area Star 5 parte dal suolo e copre parte dell'interno e della costa orientale, compresa la zona del poligono del Salto di Quirra, dove da anni si chiedono verità e bonifiche. I corridoi Noon N, Noon S e Star 5 West attraverseranno a bassa quota la Sardegna centrale, fino a circa 1.800 metri».

La conferma: esercitazione nucleare 

«L'esercitazione Steadfast Noon che si terrà in Italia (che coinvolgerà anche la Sardegna, ndr) sarà nucleare». L’ha spiegato la responsabile della politica nucleare della Nato, Nassima Barrows, incontrando un gruppo di media, tra i quali l’Ansa. Nell'esercitazione non vengono impiegate armi nucleari reali, ma resta «fondamentale addestrarsi secondo gli elevati standard» richiesti da una missione di questo tipo.

«È quindi essenziale garantire sia la disciplina che la capacità di collaborare per la difesa collettiva, di cui la missione nucleare costituisce una componente di grande importanza», ha precisato il colonnello David Bull, Capo delle operazioni nucleari dell'Alleanza.

Comipa contro Crosetto

Sembra  un caso, ma nelle stesse ore i componenti civili del Comipa (Comitato misto paritetico sulle servitù militari) stavano stilando un documento di risposta al decreto col quale Crosetto – a fine agosto – ha autorizzato il calendario delle esercitazioni nell’Isola per il  secondo semestre di quest’anno. Loro lo avevano bocciato nella riunione del 30 giugno. Ma il ministro ha sottolineato, in sintesi: le attività addestrative delle Forze armate sono necessarie e alla Sardegna sono state fatte ampie concessioni sul fronte della presenza militare. Quindi: non ci sono motivi per lamentarsi. 

«Non contestiamo la necessità dell’addestramento, né il ruolo costituzionale delle Forze Armate», è la replica di Gianni Aramu, Alessandra Berry, ANtonio Canu, Egidio Didu, Paolo Erasmo e Domenico Cabula. «Riteniamo però che il voto contrario debba essere rappresentato per ciò che è stato: una decisione motivata, assunta nell’esercizio delle funzioni del Comitato, e non un atteggiamento di estraneità, disinformazione o pregiudizio nei confronti della Difesa».

La mappa di Steadfast Noon 2026 pubblicata dall'Enav

Il voto contrario è maturato principalmente per «informazioni ancora insufficienti su aspetti rilevanti dei programmi. Nel corso della riunione è stata prospettata la possibilità che il programma del Poligono Interforze del Salto di Quirra possa essere interessato da future attività di Forze Armate straniere, non ancora confermate e quindi non incluse nel calendario sottoposto al Comitato.» La componente regionale ha chiesto informazioni e ha evidenziato l’esigenza che eventuali variazioni siano sottoposte a un nuovo esame del Comitato. «È stato assicurato che, in caso di modifiche, il Comitato sarà riconvocato; tuttavia, alla data della seduta, permanevano richieste di informazione formulate anche in precedenti occasioni, tra cui quelle relative alle ditte utilizzatrici dei poligoni e alla natura delle attività svolte».

Sono state inoltre sottolineate «criticità ambientali e caratterizzazioni ancora da completare o chiarire. Per Capo Teulada è stata richiamata la necessità di dare priorità alle attività di caratterizzazione dell’area marina e di fornire tempi, modalità e aggiornamenti concreti sugli interventi previsti. La componente regionale ha rappresentato il timore che procedimenti complessi e di lunga durata continuino a essere rinviati, mentre le attività addestrative proseguono». Sono state inoltre richiamate le questioni ancora aperte relative a Capo Frasca, compreso il monitoraggio e la bonifica dei fondali, e la necessità di rendere disponibili al comitato informazioni adeguate sulle attività di bonifica e sul monitoraggio ambientale.

Nel corso della seduta del 30 giugno era anche «stato ricordato che alcune richieste dei territori e dei rappresentanti regionali sono oggetto di interlocuzione da anni, senza che le comunità interessate ritengano di avere ricevuto risposte sufficientemente concrete e tempestive. Il parere contrario ha inteso richiamare l’attenzione su questa persistente distanza tra le richieste formulate e gli esiti percepiti nei territori».

E ancora «la componente regionale ha segnalato la necessità di un confronto più tempestivo e completo, anche sulle variazioni programmate o possibili e sulle ricadute per i territori. Il fatto che una determinata attività non fosse ancora confermata non eliminava, a nostro avviso, l’esigenza di chiarire in anticipo quali passaggi sarebbero stati attivati e quali informazioni sarebbero state rese disponibili prima di eventuali decisioni successive».

Per queste ragioni «il voto contrario non è stato un rifiuto pregiudiziale dell’addestramento e nemmeno una contestazione della funzione delle Forze Armate. È stato un voto di dissenso e di richiamo istituzionale, volto a sollecitare un confronto più efficace e risultati verificabili sulle questioni ambientali, sulla trasparenza e sulla condivisione delle informazioni».

I civili del Comipa chiedono «che il confronto tra ministero della Difesa e Regione sia rafforzato con impegni concreti, scadenze definite e aggiornamenti documentati, in particolare sulle caratterizzazioni e bonifiche, sul monitoraggio ambientale, sulle informazioni relative alle attività e ai soggetti utilizzatori dei poligoni e sulle procedure da seguire per eventuali variazioni dei programmi».

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