Anziani in piedi per ore, famiglie con i bambini in braccio, lavoratori che hanno perso una giornata intera pur di rinnovare la carta d’identità. L’open day della CIE, annunciato come una soluzione, oggi a Cagliari ha prodotto solo code e frustrazione.

Davanti agli uffici di via Castiglione il clima era surreale: liste scritte a mano, numeri consegnati e poi spariti, discussioni per stabilire chi fosse davvero “il prossimo”. «Sembra di stare in un film di Checco Zalone», raccontano. «Alle nove e mezza avevano dato una quarantina di numeri, poi più niente».

Stesse scene a Pirri e in piazza De Gasperi: code che superavano la strada, sportelli con personale ridotto e cittadini allo stremo. «Sono qui da ore e non so se riuscirò a farla», dice Olga, una delle tante persone arrivate all’alba. C’è anche chi, come Silva, è al quarto tentativo in poche settimane: «Oggi mi hanno detto che c’era un problema al computer. Me ne vado un’altra volta a mani vuote».

A metà giornata alcuni uffici avevano evaso pochissime pratiche, mentre in diversi punti non c’era alcun sistema ufficiale per gestire l’affluenza. «Una vergogna», denuncia Maria Rita, da oltre sei ore in coda. «A Sant’Elia hanno chiuso alle 10, hanno detto che potevano farne 50 e stop. Qui non sappiamo neppure se ci faranno entrare».

Quello che doveva essere un modo per accelerare i tempi si è trasformato in un percorso a ostacoli.

Il bilancio finale della giornata sarà disponibile nelle prossime ore.

© Riproduzione riservata