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Usa, una giudice blocca l'arco di trionfo voluto da Trump
06 novembre 2026 alle 09:42
Washington, 6 nov. (askanews) - Una giudice federale americana ha bloccato la costruzione dell'imponente arco di trionfo che il presidente Donald Trump intende realizzare a Washington per celebrare il 250mo anniversario dell'indipendenza degli Stati uniti. La decisione è arrivata poche ore dopo che una commissione federale aveva approvato definitivamente il progetto, destinato a sorgere nei pressi del cimitero militare nazionale di Arlington.La giudice distrettuale Tanya Chutkan ha disposto la sospensione dei lavori per due settimane, mentre il tribunale esamina i ricorsi presentati contro la realizzazione del monumento. Il provvedimento vieta all'amministrazione Trump di avviare qualsiasi attività di costruzione, scavo, demolizione, installazione di infrastrutture o chiusura delle strade nell'area interessata.A chiedere l'intervento della magistratura erano stati tre veterani della guerra del Vietnam, un esperto di conservazione del patrimonio storico, l'amministrazione del Distretto di Columbia e lo Stato della Virginia, che contestano la legittimità del progetto e le sue possibili conseguenze sul paesaggio urbano della capitale.L'arco, alto circa 76 metri, dovrebbe sorgere a Memorial Circle, una grande rotatoria situata lungo il percorso monumentale che collega il Lincoln Memorial al cimitero di Arlington. Secondo i critici, le sue dimensioni finirebbero per sovrastare il vicino cimitero militare, alterando l'equilibrio architettonico e simbolico dell'area.Ieri sera, dopo oltre otto ore di audizioni pubbliche e un acceso dibattito, la National Capital Planning Commission aveva dato il via libera definitivo al progetto. La commissione, nella quale Trump ha nominato diversi propri sostenitori, aveva così aperto la strada all'avvio immediato dei cantieri.Durante l'udienza, oltre 120 cittadini, tra architetti, storici e veterani, avevano chiesto di abbandonare il progetto, fuori in un gruppo di attivisti manifestava contro l'oper. Tra le principali contestazioni figurano l'assenza di un'autorizzazione specifica del Congresso, i possibili effetti sulla viabilità e sulle procedure di evacuazione della capitale e il rischio che il monumento proietti la propria ombra su migliaia di tombe del cimitero militare.
