Legislatura al giro di boa e tensioni sul rinnovo delle commissioni, Comandini: «Prevarrà il senso istituzionale»
«In questi due anni e mezzo il Consiglio Regionale ha avuto un ruolo importante, come nella vertenza Entrate e nelle Finanziarie che hanno stanziato ingenti risorse per l'Isola».
Il presidente della massima Assemblea sarda, Piero Comandini, traccia un bilancio nel giorno esatto, da calendario, del giro di boa della legislatura. La dignità dei ruoli, paralleli ma distinti tra Consiglio e Giunta, appare finora il segno tangibile dei primi trenta mesi.
Il lavoro dell'assemblea per una riforma statutaria è il simbolo dell'autonomia cercata e ritrovata, e quasi imposta all'esecutivo: «Sicuramente - secondo Comandini - le Commissioni Speciali, quelle sullo Statuto, sull'Energia e la prossima Antimafia, che sarà istituita, rappresentano le sedi migliori dove tutte le forze politiche riescono a discutere meglio per trovare comuni visioni nell'interesse dei sardi».
Ma è un metà mandato anche di forti tensioni in maggioranza sul rinnovo delle Commissioni permanenti. Intesa lontana verso quel riequilibrio richiesto, dai partiti minori, a Pd e 5 Stelle per spezzare il duopolio alle sei presidenze. Rinnovo previsto entro ottobre. Una ventina di giorni, quindi, per evitare un voto al buio e il rischio di minare il Campo Largo nel proseguo di legislatura. Comandini si è detto fiducioso nel buon esito delle trattative interne: «La dialettica e anche le tensioni sono fisiologiche verso la ricerca di una sintesi - ha detto il presidente - ma una volta definita la chiara rappresentanza di ogni singola forza politica, sono sicuro prevarrà non solo il senso di maggioranza ma anche quello istituzionale».
Nel video l'intervista a Piero Comandini presidente del Consiglio regionale
