La scritta “DDT” sugli edifici: il ricordo della malaria in Sardegna

09 ottobre 2026 alle 15:50aggiornato il 09 ottobre 2026 alle 15:54

La parola diclorodifeniltricloroetano potrebbe non risvegliare alcun ricordo nella nostra memoria. Se usassimo il suo acronimo però, questa parola ci suonerebbe familiare: DDT. Oltre ad essere tra gli insetticidi più conosciuti al mondo è stato infatti l'antidoto che ha permesso, in particolar modo in Sardegna, di debellare la malaria.

Può capitare di incontrare ancora oggi, per le strade della nostra isola, degli edifici marchiati con questo acronimo e una data che va tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '50.

Anche a Cagliari la sigla si può trovare in diverse zone della città, ad esempio sui muri di via Ospedale e nella via Puccini, quasi all'angolo con piazza San Benedetto. Questa dicitura è legata al Sardinia Project. Approvato nell'immediato dopoguerra questo progetto, finanziato dai fondi della ricostruzione post bellica e tra le altre, dalla fondazione americana Rockfeller, aveva l'obiettivo di debellare la malaria partendo proprio dalla Sardegna con lo slogan “today Sardinia, tomorrow the world” (oggi la Sardegna, domani il mondo).

Per l'occasione venne istituito l'Ente Regionale per la lotta antianofelica in Sardegna (Erlass) con funzioni tecnico operative, la cui direzione generale aveva sede in piazza Garibaldi, nell'edificio che ospita l'istituto scolastico Alberto Riva Villasanta, come ricordato ancora oggi da una targa.

Con un enorme dispiego di forze vennero ricoperti con l'insetticida edifici privati e pubblici, senza risparmiare pozzi, corsi d'acqua, monumenti e ricoveri per animali. Si lavorava sia da terra che dal cielo, tramite irrorazione. 

Le strutture trattate con il potente insetticida venivano marchiate con della vernice apponendo la scritta DDT e la data di compimento dell'opera di disinfestazione. La malaria venne infine debellata, tra le polemiche e lo scetticismo di chi evidenziava, probabilmente non a torto, le possibili conseguenze di un'operazione di questa portata.

Di quel periodo storico restano ancora le scritte sui muri che ci ricordano della scomparsa di un male che ha afflitto la Sardegna fin da tempi remoti.