La grande notte dei falò nell'Oristanese

16 gennaio 2026 alle 21:47

Le scintille hanno illuminato la notte nei cieli del Guilcier, del Barigadu, del Montiferru e della Planargia. Sacro e profano ancora insieme per la lunga notte dei falò accesi in onore di Sant’Antoni de su fogu. Una tradizione secolare, che costituisce un forte momento di aggregazione e che segna anche l’avvio del carnevale. In tarda serata protagonista a Samugheo l’Associazione culturale Mamutzones che ha proposto la suggestiva danza rituale.  Tutto rinviato, a causa di un grave lutto, invece a Neoneli dove sarebbero stati protagonisti Sos Corriolos. Riti ancestrali, ricchi di fascino e poi gli inviti: immancabili vino e dolci. Ad Abbasanta la Pro loco ha proposto la sagra de sa panischedda. Come da tradizione, sono state portate tre tuve: quella dei diciottenni, quella dei ferrovieri e quella degli Antonio.

Quest’anno una particolarità: i festeggiamenti del Santo hanno visto tra i protagonisti un’intera famiglia: il padre Antonio Palmas priore, la figlia Valeria Palmas prioressa e la nipote Lara Careddu tra i diciottenni che hanno portato la tuva. “Per noi Sant’Antonio è una ricorrenza molto sentita e vogliamo che rimanga tale, per questo speriamo sempre che i giovani partecipino. In passato, negli anni Ottana, capitava che le tuve fossero anche sette”, dice il priore. A Ghilarza protagonisti i diciottenni che hanno acceso la tuva in piazza San Palmerio. E poi tanti altri piccoli fuochi nei rioni del paese. Cambio di location a Paulilatino per via dei lavori in piazza San Teodoro: tuve e lentischio, dopo la tradizionale sfilata con i carri addobbati, sono stati allestiti  in piazza San Sebastiano. Ad Allai tanti gli eventi per una tradizione che ha visto collaborare Comune, le famiglie Uras e Ardu e Distretto rurale del Giudicato di Arborea. A Busachi tanti i sotzios che hanno allestito le tuve  nella piazza della chiesa di Sant’Antonio. Molto sentita la tradizione  a Norbello,  Sedilo, Aidomaggiore, Boroneddu, Fordongianus, Ardauli, Sorradile, Nughedu Santa Vittoria,  Scano Montiferro e Cuglieri.  A Bosa il grande falò è stato acceso ai piedi del fiume Temo, quindi i tre giri intorno al fuoco in senso orario e antiorario. Sentita la tradizione anche a Montresta, Flussio, Suni e Tinnura. E ora in molti centri il rito si ripete per San Sebastiano il 19 gennaio.