Il nuovo corto di Jacopo Cullin ''Prove tecniche di empatia'': «Ecco i retroscena»
Un progetto contro il bullismo del Comune di Sarroch si è trasformato in un cortometraggio del regista e attore Jacopo Cullin. E pensare che doveva essere un semplice incontro con i ragazzi sul tema del bullismo. «Vieni a parlarne con loro», la richiesta del Comune di Sarroch a Jacopo Cullin. Risposta secca: «E perché devono stare a sentire me?» Un no che mica era un vero no. Perché l’attore e regista ha rilanciato a modo suo. E così il non-incontro si è trasformato in un laboratorio sul cinema, che a sua volta è diventato un corto. I ragazzi che hanno seguito il corso si sono trasformati in attori, mescolando le carte di quello che sono nella realtà, calandosi nei panni degli opposti. Il film contro il bullismo ''Prove tecniche di empatia'' è diventato percorso di crescita, metacinema, una carezza per chi da bullizzato o bullo deve uscire da una gabbia. I ragazzi hanno creato connessioni inaspettate, loro stessi e il laboratorio sono diventati il centro della trama. Un'alchimia fuori dal copione, con Cullin regista non solo del film, ma regista occulto anche dei sentimenti positivi. Il corto si prepara ora a prendere il largo, difficile contenere le emozioni della ‘’prima’’ a Sarroch, proiettata a Villa Siotto. Un battesimo prima di partecipare ai festival.
Le interviste a Jacopo Cullin, al sindaco di Sarroch Angelo Dessì, a Biancarosa Meloni, assessora alle Politiche sociali e le voci dei ragazzi.
