Idrogeno naturale, la nuova energia dai graniti della Sardegna

09 ottobre 2026 alle 12:52aggiornato il 09 ottobre 2026 alle 12:53

Una risorsa energetica nascosta nelle rocce della Sardegna. È l’idrogeno naturale, al centro degli studi illustrati a Radar da Chiara Boschi, ricercatrice del CNR.

I graniti dell’isola potrebbero offrire condizioni favorevoli alla sua formazione. Ma la prospettiva scientifica va distinta da una scoperta già accertata. «Non abbiamo ancora trovato un giacimento», precisa Boschi. 

La ricerca ha individuato le aree italiane sulle quali concentrare le prossime indagini. Fra queste c’è la Sardegna, con i suoi graniti antichi di circa 300 milioni di anni. 

Il cosiddetto idrogeno bianco nasce spontaneamente nel sottosuolo. Uno dei processi che lo generano è legato all’interazione fra acqua e rocce contenenti ferro.
La sua ossidazione favorisce la produzione di idrogeno, che può accumularsi in condizioni adatte.

Un’altra strada è quella dell’idrogeno arancione: ovvero stimolare queste reazioni attraverso l’immissione di acqua. Una possibilità da verificare prima con sperimentazioni e impianti pilota.
Per la Sardegna, Boschi indica la prospettiva di una collaborazione con i ricercatori del CNR e l’Università di Cagliari. Le conoscenze già disponibili sui graniti potrebbero costituire una base per nuove indagini.

Restano però da accertare quantità, continuità dei flussi e possibilità di estrazione. Le stime teoriche suggeriscono costi potenzialmente inferiori rispetto all’idrogeno verde.
La convenienza effettiva dipenderà anche dalla capacità di alimentare infrastrutture per molti anni.

Occorrerà inoltre affrontare le questioni dello stoccaggio, della sicurezza e della sostenibilità ambientale. Intanto, racconta Boschi, crescono le start-up e l’interesse degli investitori.
Per l’isola si apre una nuova direzione di ricerca: capire se il patrimonio geologico possa diventare anche una risorsa energetica.