I sardi in Val di Sole, storia di Gianluigi: «I profumi del Trentino per scacciare la nostalgia»

28 agosto 2026 alle 19:47

Non c’è dislivello che possa scoraggiare la sua mountain bike. Solo richiamarla. La Val di Sole è diventata la sua casa, la seconda, al punto che Gianluigi Cotza, da Santa Margherita di Pula ha trovato in Trentino la sua dimensione: istruttore e guida di MTB, sulla carta, in realtà trascinatore dalle energie illimitate di chi vuole esplorare la valle. Nel dna dei sardi c’è il mare, sì, ma anche la montagna, racconta. Quasi un’attitudine, il rispetto della maestosità, la complicità con la natura e quel dare del lei ai boschi: «Ma quanto mi manca la Sardegna». Quando la nostalgia picchia più forte e «a mancare sono il profumo della ginestra e del mirto – racconta – vado alla ricerca del larice e del pino mugo che mi ritemprano». L’inchiostro sulla pelle è la sintesi della sua anima sarda e ora anche trentina: un orso e un fenicottero tatuati fuori e dentro.