Hol4All, a Madonna di Campiglio la montagna si apre a tutti

11 settembre 2026 alle 11:32
Madonna di Campiglio (TN), 11 set. (askanews) - Una parete di roccia, una bici speciale, un sentiero verso il lago Nambino. Per cinque giorni Madonna di Campiglio è la vacanza di venti famiglie con figli con disabilità complesse o malattie rare. Si chiama Hol4All, vacanza per tutti, ed è il progetto della Fondazione Allianz UmanaMente. "Sono famiglie per le quali, a volte, andare in vacanza può essere più uno stress che un'opportunità. Hol4All, invece, è pensato per loro nei minimi dettagli - spiega il segretario generale Nicola Corti -. C'è un intero percorso dedicato ai fratelli e alle sorelle, i siblings, che fanno davvero gruppo tra loro, si capiscono al volo, e così tutto cambia per tutti".Tempo di riposo, di divertimento e anche l'occasione per nuove relazioni. "Si vive l'esperienza qui, ma poi dura nel tempo, ed è questo che fa la differenza in questo progetto - continua Corti -. Le famiglie magari arrivano un po' isolate, convinte che 'questi problemi li abbiamo solo noi', 'nessuno ci capisce'; e poi, magicamente, si ritrovano con famiglie che hanno problemi più o meno simili, si uniscono, magari nasce anche un legame di amicizia e da lì dicono: 'Non siamo più soli'".Bici da Patascoss, passeggiata a Malga Zeledria, trekking, arrampicata in falesia, joelette per chi non cammina. Un accesso agevolato agli impianti per ammirare il panorama in alta quota. E una struttura, il TH Golf Hotel, che per l'occasione ha formato tutto lo staff. "Abbiamo fatto più di due ore di formazione con tutto il personale il giorno precedente all'arrivo di Hol4All - ricorda il direttore di TH Golf Hotel Madonna di Campiglio, Gerardo Telini -. Poi proseguiamo con una formazione continua sul campo: tutti i giorni, dai ragazzi della sala a quelli della cucina, per tutti coloro che sono a contatto con le persone è una formazione costante e un'esperienza unica".In palestra arrivano anche gli atleti dell'Allianz Power Volley Milano. Tra loro il palleggiatore Simone Porro: "L'inclusività è uno dei punti fermi dello sport, soprattutto della pallavolo, quindi siamo molto felici di partecipare a questi eventi per regalare un sorriso ai bambini e alle famiglie che vengono a guardarci e, se vogliono, a darci una mano".Una lezione anche per la squadra, come spiega il direttore sportivo Fabio Lini: "Forse, più che aiutare i ragazzi con disabilità, egoisticamente aiuta i miei ragazzi, i miei atleti, a capire e ad approfondire dentro di sé il concetto di quanto siano fortunati a fare questo lavoro".Mentre i figli scalano, i genitori respirano: spa, massaggi, una cena a lume di candela, con educatori, psicologi e volontari a prendersi cura di tutto il resto. "Abbiamo fatto un sacco di attività - racconta Katiuscia Franchi, in Trentino con il marito e due figlie -. Siamo andati a scalare, cosa che credo non avrei mai fatto in vita mia perché pensavo di non esserne capace; e invece abbiamo scalato io, mia figlia Anna e anche la più piccola, e mio marito, pur soffrendo di vertigini, ha fatto più pareti".Riccardo Noccioletti è qui con la moglie e tre figli. E ricorda il ruolo fondamentale dello staff e dei volontari: "Persone gradevoli, che erano qui perché volevano esserci. Questa è la differenza. Al di là della struttura e dell'organizzazione, quello è un po' il cuore: dove c'è passione e c'è volontà, vivere la situazione diventa bello per tutti".