Abete: la cultura è crescita, serve una politica industriale

11 giugno 2026 alle 17:32
Roma, 11 giu. (askanews) - Riconoscere la cultura come settore strategico dell'economia italiana e dotare il Paese di una vera politica industriale per le industrie culturali. È questo l'obiettivo dell'appello promosso da Confindustria Cultura Italia rilanciato in occasione degli Stati Industriali della Cultura. L'iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese e operatori per affrontare sfide e opportunità del comparto culturale, promuovendo una nuova narrazione della cultura come leva di competitività e sviluppo."Abbiamo messo in evidenza oggi come il Made in Italy del futuro si costruirà sulle nuove direttrici e certamente la cultura è una di queste è un patrimonio storico che noi abbiamo consolidato, ma anche un'opportunità per costruire iniziative, progetti, attività economiche, quindi occupazione, sviluppo PIL e accanto a questo c'è il turismo che si muove nella stessa direzione e che però anch'esso deve essere sviluppato integrando al massimo la progettualità tra quella propria e quella del mondo culturale cultura e turismo sono due attività economiche, quindi industriali e l'organizzazione sia dell'una che dell'altra è industriale però noi dobbiamo fare in modo di ottimizzare le ricadute che ciascuna di queste due attività produce la cultura promuove attrattività di visitatori internazionali di iniziative globali, così come il turismo, ma ognuna di queste insieme trascina l'altra".Un sistema che comprende editoria, cinema, audiovisivo, musica, home entertainment, servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale e contenuti digitali e che contribuisce in modo significativo allo sviluppo economico e sociale e all'attrattività internazionale dell'Italia. "La prima affermazione che va fatta è che cultura e turismo sono industrie. Io mi sono sempre battuto anche quando ero alla Cultura come sottosegretario, perché noi parlassimo di industria culturale perché per me la cultura è un'industria e la stessa cosa vale ancor di più per il turismo. Il fatto poi che siano due mondi che devono camminare di pari passo e essere connessi è dato dal fatto che il turismo con la cultura trae molta energia dalla cultura, la cultura è un volano del turismo perché è stimato che circa il 60% dei turisti che arrivano in Italia vengono per un fatto culturale sono anche turisti alto spendenti e quindi poi il turismo con la cultura si fa ricco per cui è proprio un binomio secondo me indissolubile".Una filiera, quella culturale e turistica, che deve diventare sempre di più la spina dorsale del sistema Italia. "Siamo una un paese che ha una grande capacità e ha una volontà di essere a contatto al mondo esterno, credo che la cultura possa fare anche questo. Ricordiamo però anche l'importanza dell'indotto l'indotto a 309.000 persone 61 miliardi di fatturato con un valore attivo per questo paese di 21 miliardi, quindi un settore da tutelare un settore comunque deve crescere in trasformazione come tutti i settori comunque dalla manifattura anche i settori dei servizi. Però io credo che la cultura ha un pezzo di significato, soprattutto sulle persone e soprattutto sul nostro passato che non dobbiamo dimenticarci perché è quello che comunque fa forte l'Italia è il made in Italy italiano".