«Uno sperpero di denaro pubblico sacrificato sull’altare di una ideologia green», per Giuseppe Farris, consigliere comunale di CiviCa 2024. «Un progetto dannoso e insensato», gli fa eco Salvatore Deidda, deputato di FdI e presidente della commissione Trasporti, alla Camera. L’approvazione del progetto preliminare per i lavori di riqualificazione di viale Merello (costo oltre dodici milioni di euro) scatena la polemica politica.
«Il progetto di viale Merello viene definito di riqualificazione, che sul piano etimologico significa dare una nuova e migliore qualità al viale. In realtà ci troviamo davanti a uno sperpero di denaro pubblico sull’altare di una ideologia green che anche la Ue sta iniziando a rimeditare», tuona Farris. E aggiunge. «È la solita solfa a cui ci stanno abituando da 10 anni: si restringono le carreggiate, si eliminano i parcheggi e si allargano i marciapiedi. A chi serve tutto questo in viale Merello? Di certo non ai residenti, addirittura piu anziani rispetto a una città che ha una media di 53 anni. Viale Merello è una zona residenziale, priva di attività commerciali, con un pendenza elevatissima. Il risultato di questi lavori sarà solo quello di costringerli a parcheggiare più lontano, mentre i marciapiedi resteranno deserti. E tutto questo mentre si rinvia il problema più importante, ovvero piazza d’Armi dove bisogna riempire le cavità sotterrane e mettere in sicurezza l’area».
Contrario anche Salvatore Deidda: «Mi spiace doverlo ribadire: concordiamo sulla necessità di rifare i marciapiedi di viale Merello, una posizione che sosteniamo da anni sia come residenti che come forza politica. Ci siamo impegnati per reperire i fondi per la progettazione durante l’amministrazione Truzzu, ma eliminare i parcheggi è un errore: serve solo ad aumentare il traffico nelle vie limitrofe e a sottrarre spazio prezioso ai lavoratori, ai residenti e agli studenti universitari. Nel rione l’auto non è un lusso, né per i residenti né per chi vi lavora, come chi presta assistenza domiciliare. I bus non arrivano ovunque e parliamo di una zona collinare, popolata da anziani. Eliminando i parcheggi, si finisce per intasare le altre vie. È la solita scelta demagogica “anti-auto”, basata sul falso presupposto che i parcheggi attraggano il traffico. Sarebbe sufficiente rifare i marciapiedi». ( ma. mad. )
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