«Giù le mani dalle cascate del Monte Linas: sono di Gonnosfanadiga, non di Villacidro». Lo sostiene il sindaco Andrea Floris, rinverdendo la querelle sulla titolarità del sito naturalistico. Nessuna replica dal Municipio di Villacidro: a parlare in qualche modo a nome della comunità è un ingegnere, Sandro Murgia, 54 anni, appassionato di cartografia e autore di un libro “La delimitazione storico catastale villacidrese passo dopo passo”: «L’unico atto ufficiale risale al 1842 ed è un sopralluogo organizzato dagli inviati del re Vittorio Emanuele II che hanno delimitato i territorio apponendo cippi: le cascate sono al confine tra Gonnosfanadiga, Domunovas e Villacidro ma in territorio di Villacidro.
La rivendicazione
Questione chiusa? Tutt’altro. Secondo il sindaco di Gonnosfanadiga, «sarebbe ora che i nostri vicini la smettessero di millantare confini non corrispondenti alla realtà: la carta in cui i confini di Villacidro e Gonnosfanadiga vengono divisi facendo rientrare le cascate di Muru Mannu e Spendula nel comune del nostro paese é addirittura pubblicata e utilizzata in “Villacidro turismo”. E credo che basti».
La disputa non è recente, nessuno sa da quanto tempo Gonnosfanadiga contende le cascate a Villacidro. Un po’ come accade per lo Scoglio di Peppino tra Castiadas e Muravera. «Sono le più alte della Sardegna – dice Floris – , ma questo non autorizza nessuno ad appropriarsi di territori che non sono nei loro confini. Non credo servano parole, le carte, quelle vere, quelle attuali, parlano chiaro. Addirittura è più prossimo il confine con Domusnovas, in termini di vicinanza alle cascate rispetto a quello di Villacidro. Che il patrimonio ambientale sia nel nostro territorio è un dato di fatto, con buona pace di chi cerca di arrampicarsi negli specchi a cercare l'impossibile».
La posizione
Il sindaco di Villacidro Federico Sollai non commenta né vuole entrare nella disputa che nel suo paese suscita solo sorrisi. Per arrivare alle cascate la strada è praticamente obbligatoria, si passa per Villacidro, con buon pace dei gonnesi.
Più tecnica la disanima di Sandro Murgia, ingegnere autore di una ricerca molto interessante su cartografia, territorio e e confini storici villacidresi: «Quando nel 1842 gli incaricati del re arrivarono in questo angolo dell’isola per delimitare i confini e individuare le aree demanuali, comunali e private, fu compilato un verbale firmato dai rispettivi sindaci e vidimato dai notai, riassunto poi nelle cosiddette carte De Candia. Ebbene, le cascate di Muru Mannu e Spendula del Linas, entrambe confinanti con Gonnosfanadiga, ricadevano in territorio villacidrese».
Le ghiande
Anche in quegli anni si accese una disputa tra Villacidro e Gonnosfanadiga: «Ma non per le cascate – prosegue Sandro Murgia – bensì per la vallata di “Figus”, luogo ghiandifero importante a quei tempi per l’allevamento dei maiali allo stato brado che si trova a ridosso delle cascate. Le fonti ufficiali chiariscono che la cartografia tecnica, come quella dell’Istituto Geografico Militare e del Catasto, rappresenta i confini, ma non li determina giuridicamente e quindi non sostituiscono gli atti che definiscono i confini ufficiali. Ecco che quindi, in mancanza di ulteriori atti successivi al Verbale di delimitazione del 1842. le cascate risulterebbero di Villacidro».
Il libro
Sandro Murgia, per scrivere il suo libro “passo dopo passo”, si è immerso nei boschi villacidresi alla ricerca delle vecchie strade dei carbonai, delle piazzole dove veniva prodotto il carbone, dei vecchi muretti a secco che segnavano gli antichi confini dei terreni, dei resti delle piccole dispense, le sorgenti sempre più asciutte: «Mi è capitato di pensare a come nell’Ottocento si vivevano quei luoghi, alla dura vita e agli sforzi necessari per realizzare strade, sentieri, allevare il bestiame a pascolo e produrre carbone o tagliare la legna: un viaggio attraverso i luoghi nel tempo».
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