Monserrato.

Vendemmia, la qualità è eccellente 

Nonostante le ondate di caldo il bilancio delle cantine cittadine è positivo 

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Monserrato si prepara a celebrare domenica la Fest’e Sa Binnenna, insieme a Portalis Obertus che inizia domani, riportando al centro la tradizione vitivinicola cuore economico e culturale della propria identità. Una festa che quest’anno arriva più tardi del solito e dopo qualche polemica, ma che resta comunque un momento significativo per la comunità, soprattutto per tirare le somme sulla vendemmia nelle principali cantine della città. Un’annata che, pur con differenze legate alla storia e alle dimensioni delle aziende, mostra un quadro positivo e conferma la vitalità del settore vitivinicolo locale.

Soddisfazione

Alla Cantina Sociale, il direttore commerciale, Alberto Zuddas, parla di una stagione che ha dato ottimi risultati: «Quest’anno più quantità e anche più qualità: abbiamo migliorato le performance rispetto all’anno scorso». Zuddas evidenzia un dato particolarmente rilevante: «Abbiamo quasi raddoppiato le quantità di vermentino che, in questo periodo, per il Sud Sardegna è abbastanza importante». Ottime risposte anche sulla qualità delle uve autoctone: «Sono andate molto bene uve come Nuragus e Monica, abbiamo riscontrato una qualità maggiore andando a selezionare quello che ci sta richiedendo anche il mercato estero». E sul fronte commerciale, il trend è chiaro: «Stiamo continuando a crescere anche a livello di volumi e vendite».

Tanta qualità

Alle cantine Locci Zuddas, il co-proprietario Matteo Locci racconta un’annata diversa: «La quantità è un po’ scesa ma la qualità è migliorata rispetto all’anno scorso. Ricordiamo che parte della vigna era stata colpita dalla peronospora: il 2025 è stato un anno particolare». Il caldo estivo ha inciso in modo evidente: «Ha un po’ seccato il grappolo: se da una pianta ottenevi 100 quintali, quest’anno ne hai ottenuti 80». Nonostante ciò, la qualità resta alta: «Nel complesso è andata comunque meglio rispetto all’anno precedente».

L’effetto del caldo

Anche le Tenute Pili registrano un’annata positiva. L’enologo Christian Orrù spiega: «La qualità quest’anno è eccellente, mentre sulle quantità siamo un 10-15% in meno per via del caldo torrido». Un clima che ha influenzato anche il profilo dei vini: «Saranno prevalentemente morbidi e fruttati, conseguenza delle temperature sempre più alte». Orrù sottolinea le difficoltà dei vigneti non irrigui: «Con il caldo di luglio e agosto l’acino si disidrata e raccogli poco: in alcuni casi in questi vigneti la perdita arriva anche al 50%».

Infine la cantina di Diego Locci, dove la tradizione è tutto: «Coltiviamo 12 ettari di vigneto con una produzione di circa 1000 quintali – racconta il proprietario – la vendemmia è rigorosamente manuale e ancora oggi lavoriamo le nostre uve a Monserrato. Nonostante le difficoltà sulle spese e le temperature elevate abbiamo avuto un’ottima produzione sia come quantità che qualità. Rispetto all’anno scorso, è andata meglio».

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