Un sistema di clientele e privilegi. Sarebbe stato questo, secondo la Procura di Oristano, il metodo per gestire assunzioni e concorsi alla Asl 5: un lavoro in cambio di una candidatura o un favore politico. Il pilastro accusatorio dell’inchiesta Ippocrate che ieri, dopo sei anni e un lungo processo, è arrivata al capolinea: quattro condanne per induzione indebita, qualche assoluzione mentre per alcuni capi di imputazione i reati sono prescritti.
Il verdetto
Il collegio dei giudici, presidente Carla Altieri, a latere Elisa Marras e Serena Corrias, ha letto la sentenza poco prima delle 14 di ieri. L’ex primario di Ginecologia del San Martino di Oristano ed ex sindaco di Macomer, Antonio Succu è stato condannato a otto anni e tre mesi; una pena di sei anni e sei mesi per Augusto Cherchi, ex primario di Rianimazione dell’ospedale di Oristano ed ex consigliere regionale del Partito dei sardi. L’ex responsabile degli infermieri del blocco operatorio Salvatore Manai è stato condannato a sette anni e nove mesi infine per Giovanni Piras, ex responsabile del servizio delle professioni sanitarie della Asl 5, la pena è di sette anni e mezzo. I quattro sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, sono interdetti legalmente durante la pena, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e incapaci in perpetuo a contrattare con la pubblica amministrazione. Infine dovranno risarcire i danni alla Ats, che si era costituita parte civile: è stata prevista una provvisionale di 45mila euro. Per altri fatti contestati a Succu (assistito da Guida Manca Bitti e Roberto Olla), Cherchi (tutelato da Pierluigi e Enrico Meloni), Manai (difeso da Antonello Spada) e Giovanni Piras (assistito da Aldo Luci e Luigi Satta) è arrivata l’assoluzione. Dei 21 capi di imputazione contestati inizialmente, sono rimasti in piedi solo tre come aveva spiegato durante la sua requisitoria il pm De Crescenzo e come ribadito ieri anche durante la lettura della sentenza.
Le responsabilità
In particolare Succu, Cherchi, Manai e Gianni Piras (ciascuno con ruoli diversi) avrebbero condizionato i concorsi per oss e infermiere aiutando Nicola Bassetti in cambio della candidatura della sua fidanzata alle Comunali di Oristano nel 2017. E ancora avrebbero nominato Andrea Dore (ex sindaco di Flussio) per sostituire Manai nella segreteria provinciale del Pds e consentirgli di far parte della commissione del concorso per infermiere. Infine Succu e Cherchi avrebbero truccato il concorso per ostetrica favorendo tutte le sei vincitrici (avrebbero avuto in anticipo i quiz) in cambio del tesseramento al partito. I difensori annunciano già il ricorso in Appello.
Le assoluzioni
Per Agnese Gavina Canalis, responsabile dell’agenzia interinale Ework, per cui l’accusa aveva chiesto tre anni e 20mila euro di multa, è arrivata l’assoluzione. Assoluzione, come sollecitato anche dal pm Marco De Crescenzo per l’ex manager della Asl Mariano Meloni «per non aver commesso il fatto» per alcuni episodi; prescritti altri capi di imputazione contestati all’ex commissaria Asl Maria Giovanna Porcu, gli ex responsabili del personale Angelo Piras e Giovanni Piras e per gli altri imputati (presunti beneficiari del sistema Ippocrate) Andrea Dore, Angelica Faedda, Daniela e Giovanni Sanna. Altre contestazioni sono invece cadute perché l’abuso d’ufficio non costituisce più reato per effetto della legge Nordio.
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