Da confine naturale a motore di sviluppo: il mare non come ostacolo ma come opportunità. È questa la visione alla base del “Cagliari Ocean Project”, il progetto che unisce sport, ricerca scientifica e inclusione sociale attraverso la vela.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Vento di Shardana, si sviluppa su tre direttrici – sportiva, scientifica ed economica – e punta a coinvolgere istituzioni, imprese e comunità. «È un progetto permanente che vuole contribuire allo sviluppo economico di Cagliari attraverso la vela», spiega Alberto Putzolu, project manager dell’iniziativa. Tra gli obiettivi attrarre flussi turistici in bassa stagione e promuovere l’immagine della città, con la Shardana Cup, la veleggiata Cagliari-Nora in programma oggi.
Accanto allo sviluppo economico, il progetto guarda anche al benessere delle persone. Una delle novità principali riguarda il versante scientifico, con la nascita del laboratorio di velaterapia. «Abbiamo firmato un accordo che rappresenta il primo passo di una lunga veleggiata», dichiara la docente universitaria Cristina Cabras, referente scientifica del progetto. L’obiettivo: «Sviluppare attività di prevenzione e promozione del benessere attraverso il mare, con studi capaci di misurare gli effetti della vela sulla salute».Alla base del progetto c’è l’idea che la barca possa diventare uno spazio terapeutico naturale. «La barca è un microcosmo in cui si lavora insieme e si riduce lo stress», spiega Noemi Lo Schiavo. «Vogliamo trasformare Cagliari in un centro di studi sulla scienza applicata al mare». Un modello che guarda anche all’esperienza internazionale. In Catalogna, racconta il professor Jordi Renom della Fondazione Barcelona Capital Nautica, il concetto di “salute blu” è già applicato da anni. «Le attività in mare riducono stress e ansia, migliorano il sonno e favoriscono il benessere emotivo».
Spazio anche all’inclusione col presidente dei Lions Club, Gabriele Asunis, che ha annunciato una raccolta fondi per l’acquisto di un’imbarcazione dedicata alle persone con disabilità, che sarà poi concessa in comodato d’uso alla Lega navale di Cagliari. «Le imbarcazioni attualmente non sono sufficienti a rispondere agli utenti che chiedono questo servizio».
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