Il centrodestra: «Da irresponsabili conservare l’interim»

L’emergenza sanità logora la maggioranza 

Todde irritata per l’allarme lanciato dal Pd I Dem: ora un piano per superare la crisi 

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La sanità non dà tregua alla maggioranza. La crisi del comparto che assorbe circa la metà del bilancio della Regione è la ragione per cui il rapporto tra Alessandra Todde e il Pd non funziona. È così da mesi. Da quando la Giunta, senza l’avallo degli assessori Dem, ha dato attuazione alla riforma dei commissariamenti delle Asl, e ha in seguito approvato delibere di nomina dei nuovi direttori generali prive, secondo i democratici, di una base giuridica certa. Al di là della governance va pure peggio. Il partito di Silvio Lai ha pubblicato una relazione tecnica sullo stato dell’arte nella sanità sarda, da cui emergono criticità che investono «ogni singolo livello dell’assistenza, dall’emergenza alla medicina territoriale». Un documento che, secondo quanto emerge, ha infastidito non poco la presidente e assessora ad interim alla Sanità che, solo qualche giorno prima, era intervenuta nell’Aula del Consiglio regionale per parlare di una situazione certamente «non perfetta» ma sulla quale, tuttavia, la Regione sta intervenendo «con tutte le energie possibili per cambiare ciò che non funziona, migliorando il sistema attuale». Irritazione legata anche al fatto che, già con la variazione di bilancio approvata venerdì in Giunta, sono arrivate risposte (cento milioni di euro solo per il 2026) agli appelli Dem per far fronte alle criticità più urgenti.

Sotto esame

Questo i democratici lo riconoscono, ma il problema è un altro: dal loro punto di vista l’emergenza è reale e la situazione difficilissima, e se la presidente della Regione intende fare anche l’assessore alla Sanità, deve farlo davvero. In poche parole: Todde è sotto esame sulla sanità. O si dispone un piano complessivo per superare le emergenze, oppure il Pd, come ha già fatto sul tema della governance, è pronto a sfilarsi e a lasciare in capo alla governatrice e al suo partito, il M5S, la responsabilità di tutto ciò che non va in sanità.

«Fare polemiche inutili aiuta solo la destra», ha avvertito Giuseppe Frau (Uniti con Todde). L’opposizione, dal canto suo, non può restare a guardare. «Le parole del Pd certificano oggi ciò che denunciamo da tempo: la sanità sarda va verso un punto di non ritorno. In una situazione di complessa gestione, l’immobilismo e la presunzione della Giunta Todde stanno diventando la tomba del sistema sanitario regionale», dichiara il coordinatore regionale della Lega Michele Ennas.

«Dem a due facce»

Che però parla anche di un Pd a due facce perché «ha sostenuto la Giunta Todde quando ha bloccato lo sviluppo dei nuovi ospedali, mentre oggi denuncia un sistema sanitario ormai vicino al collasso dimenticando che per oltre due anni ha mantenuto la copertura politica allo sfascio grillino». Da qui l’appello: «Il Pd si assuma fino in fondo le proprie responsabilità politiche e abbia il coraggio di essere coerente con le proprie dichiarazioni».

Centrodestra

Torna sul tema anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu: «Il Pd e il M5S si dovrebbero mettere d’accordo, dato che il quadro che dipingono è opposto, eppure entrambi stanno in maggioranza». Di certo, «noi condividiamo le preoccupazioni del Pd». Inoltre, «noi crediamo che sia da irresponsabili fare l’assessore a mezzo servizio in una situazione apocalittica come quella descritta dal Pd». Secondo Umberto Ticca (Riformatori), «siamo davanti alla dimostrazione di come il Campo largo sardo sia spaccato nel metodo di lavoro, tenuto in piedi solo da esigenze legate a dinamiche nazionali. Non riescono a stare uniti neanche sul tema più importante per i cittadini».

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