Energia

Pichetto: a breve la legge sul nucleare  

Il ministro dell’Ambiente avverte: «Le fonti rinnovabili non bastano» 

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«Le rinnovabili non bastano». È la posizione del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, esponente di Forza Italia, che come le altre forze di governo (Fratelli d'Italia e Lega) spinge per il nucleare di nuova generazione. In particolare per gli small modular reactor e advanced modular reactor, da inserire in un mix energetico con il gas e un’alta quota di rinnovabili per ridurre la dipendenza dal gas estero (oggi per l'80%), contenere i prezzi e raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050.

Strategia

L’energia nucleare, che in Italia fa ancora paura a tanti, viene quindi ritenuta strategica, come peraltro indicato nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), che punta a ridurre il peso delle fonti fossili. Pichetto ha spiegato che questi piccoli reattori oggi sono in fase di sperimentazione in molti Paesi e arriveranno nei primi anni del prossimo decennio. «Con la crescita di rinnovabili e nucleare, il ruolo del gas è destinato progressivamente a ridursi nei prossimi decenni», ha assicurato il ministro, spiegando che peraltro le sole rinnovabili non basterebbero a rispondere alla crescente domanda di energia per l’elettrificazione industriale, la diffusione delle auto elettriche, l’aria condizionata e l’espansione dei data center per l’Ia. Sul nucleare pulito di nuova generazione converge il Terzo polo (Azione e Italia viva) soprattutto per raggiungere la neutralità carbonica, altro tema tanto delicato quanto purtroppo non per tutti emergente, e la stabilità energetica rispetto all'intermittenza di solare ed eolico. Pichetto ha presentato un disegno di legge per definire un quadro giuridico per il ritorno al nucleare sostenibile e auspica che possa essere approvato dal Parlamento entro questa estate per fare le norme attuative entro fine anno. L’integrazione del nucleare sarebbe all’11-22% dal prossimo decennio. Il ministro sogna anche la fusione nucleare anche se l’avvio è lontano: i primi reattori sperimentali avanzati e dimostrativi sono previsti entrare in funzione tra il 2030 e il 2040, con un impiego su larga scala plausibile dopo il 2050.

Opposizione

Ad opporsi è il centro-sinistra con Pd, Movimento 5 Stelle e Avs che ribadiscono la contrarietà degli italiani a questa fonte energetica espressa con i due principali referendum sul nucleare, nel 1987 e nel 2011 con cui venne fermato il programma nucleare italiano e fu avviata la dismissione delle centrali. Per loro, come del resto per le associazioni ambientaliste - da Legambiente a Greenpeace a Wwf - bisogna passare solo alle rinnovabili e all’efficienza energetica. Il disastro di Chernobyl del 1986 più di quello successivo di Fukushima non va via dalla memoria di tanti e il timore delle scorie radioattive ha finora impedito anche grandi passi avanti sul deposito nazionale nucleare per lo stoccaggio dei rifiuti a bassa media e alta intensità. Anche questo un tema divisivo. Nessun territorio vuole stoccare “in casa” i rifiuti radioattivi anche a fronte di una lauta compensazione.

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